Kpmg Juve investimento Ronaldo
(Foto: Giuseppe Cottini, via Onefootball)

Tre anni fa, al momento dell’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, KPMG Football Benchmark – divisione della società olandese che opera nel campo della consulenza strategica – ha valutato i potenziali benefici che il club bianconero avrebbe tratto dall’acquisizione del calciatore dal Real Madrid.

Oggi, con l’avventura del portoghese che si è conclusa a Torino, KPMG ha cercato di calcolare il saldo finale dell’investimento, tenendo conto anche dell’impatto considerevole dell’emergenza Coronavirus sul bilancio della società.

Nell’estate del 2018 – ricorda la società di revisione –, la Juventus ha acquistato Ronaldo per la cifra di 116 milioni di euro, la più alta mai pagata da un club italiano, che ha comportato un ammortamento annuo di 29 milioni di euro a seguito dell’intesa contrattuale di 4 anni.

Da parte sua, Ronaldo avrebbe percepito uno stipendio netto annuo di 31 milioni di euro, per un lordo di 57 milioni di euro. Questo significa che, tra stipendio e ammortamento, la Juve ha sostenuto un costo annuo totale di 86 milioni di euro solo per il portoghese, che rappresenta circa il 22% dei ricavi operativi totali che il club ha generato al momento del suo arrivo (400 milioni di euro nel 2017/18).

Il costo complessivo sostenuto dalla Juve fino alla data della sua partenza è stato pari a 272 milioni per tre stagioni. Gli 86 milioni di euro di risparmio sulla stagione 2021/22 rappresenteranno invece una boccata d’ossigeno per il club bianconero, atteso da un rosso di oltre 190 milioni per la stagione 2020/21.

A livello di impatto sui ricavi, secondo KPMG Ronaldo ha pesato sul matchday e sugli introiti commerciali, voci che sarebbero ulteriormente cresciute senza la pandemia. In particolare, i ricavi da stadio sono cresciuti del 25% nella prima stagione del portoghese all’Allianz Stadium, da 57,2 milioni di euro nel 2017/18 a 71,5 milioni di euro nel 2018/19.

Dal punto di vista televisivo, non si è verificato alcun risultato specifico in quanto la Serie A ha venduto collettivamente i suoi diritti per il periodo 2018-2021 poche settimane prima dell’arrivo di Ronaldo, senza poter dunque raccogliere alcun tipo di impulso nelle sue trattative con le emittenti interessate.

Non sorprende invece che i ricavi commerciali abbiano registrato la più alta crescita anno su anno al 30%, da 142,6 milioni di euro nel 2017/18 a 185,4 milioni di euro nel 2018/19. A testimonianza del radicato appeal internazionale raggiunto dal club dopo l’arrivo di CR7, a differenza degli incassi di giornata, il flusso di entrate commerciali non ha subito effetti negativi dalla pandemia, essendo rimasto stabile nel 2019/20.

In particolare, i ricavi da merchandising sono aumentati del 58% anno su anno nel 2018/19, raggiungendo i 44 milioni di euro, per poi scendere a 32 milioni di euro nel 2019/20 a causa delle limitazioni alle vendite e alle attività commerciali dovute al COVID-19.

La riqualificazione commerciale del club è ancora più evidente confrontando il valore della maglia prima e dopo l’acquisizione di Ronaldo: 40 milioni di euro contro 101 milioni di euro. Nello specifico, la Juve ha siglato un contratto da 45 milioni di euro annui con Jeep e un accordo da 51 milioni di euro a stagione con Adidas.

Un altro buon indicatore riguarda la crescita della fan base digitale globale della Juve. CR7, infatti, ha aiutato il club a raddoppiare i suoi follower sui social media durante il suo periodo a Torino: il 9 luglio 2018, il giorno prima della firma di Cristiano Ronaldo, il club aveva circa 50,4 milioni di follower sulle piattaforme principali, mentre tre anni dopo la Vecchia Signora vantava quasi 109 milioni di follower.

Così, i ricavi totali della società sono cresciuti del 25% dopo la prima stagione di Ronaldo, ma lo scoppio della pandemia ha messo a repentaglio i piani futuri. Questa strategia è stata principalmente supportata da un’obbligazione da 175 milioni di euro, emessa a febbraio 2019, e da un aumento di capitale da 300 milioni di euro, finalizzato nel gennaio 2020 poco prima dell’epidemia. L’obiettivo principale di queste iniezioni di liquidità era quello di sostenere ulteriormente l’espansione del club su scala globale, ma si sono rivelate soprattutto un salvagente per le perdite registrate con la pandemia.

Infine, KPMG analizza l’impatto di Ronaldo a livello sportivo, ricordando che uno dei motivi principali del suo arrivo era stato quello di consentire al club di riportare a Torino la UEFA Champions League. Tuttavia, il percorso europeo della Juve con Ronaldo è stato peggiore rispetto agli anni precedenti senza di lui.

Nelle ultime tre stagioni, infatti, la Juventus è stata eliminata ai quarti di finale una volta e agli ottavi di finale due volte, da club – sulla carta – di livello inferiore come Ajax, Olympique Lione e Porto. Allo stesso tempo va detto che Ronaldo non ha fatto comunque mancare il suo apporto, essendo stato autore di 7 degli 11 gol segnati dai bianconeri nelle fasi a eliminazione diretta.

Oltre al rischio finanziario assunto consapevolmente dal club, la storia di Ronaldo a Torino potrebbe essere stata caratterizzata anche da un tempismo sfortunato. Mentre è evidente – conclude KPMG – che la Juve sia riuscita ad aumentare i propri ricavi commerciali e l’appeal internazionale, è altrettanto evidente che la loro strategia di espansione è stata interrotta dall’emergenza Covid, che ha impedito al club di capitalizzare appieno l’ingente investimento.

Tali circostanze sfavorevoli, infatti, hanno intaccato la capacità della Juventus di aumentare i ricavi – che dopo un periodo di crescita promettente sono diminuiti – tornando addirittura ai 400 milioni di euro di partenza di fine 2019/20, e mettendo ulteriormente a dura prova le finanze del club.

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2 COMMENTI

  1. Dei camerieri sarebbero stati più obiettivi e forse anche più preparati evitando di mescolare ricavi con guadagni e non mescolando i soldi sponsorizzazione messi dalla Exor con i proventi “commerciali” portati da Ronaldo. Non vale neanche la pena fare un’analisi, basti dire che i ricavi delle “magliette” erano crollati già nel primo semestre del 2019, quando non c’era alcun COVID.

  2. KPMG dimentica che l’aumento degli abbonamenti avvenne prima dell’annuncio dell’acquisto di CR7 per cui addebitare tutto l’aumento dei ricavi da match-day a lui mi sembra un po’ forzato. Sulle sponsorizzazioni ricordiamoci che JEEP raddoppiò il contratto, ma si tratta sempre di uno sponsor di famiglia.