Kyle Krause, uno dei tanti proprietari stranieri in Serie B (copyright: Emmanuele Ciancaglini LaPresse/via Onefootball)

Non solo Serie A, anche la Serie B parla sempre più straniero. Come riporta la Gazzetta dello Sport, l’Ascoli è diventato il sesto club della serie cadetta che può contare sul sostegno di imprenditori non italiani. I marchigiani si uniscono al circolo formato da Como, Lecce, Parma, Pisa e SPAL, occupando il posto lasciato libero dalla promozione del Venezia.

Il Como è nelle mani della Sent Entertainment, società con sede a Londra di proprietà di Robert Budi Hartono, magnate indonesiano del tabacco (tra i primi 100 uomini più ricchi al mondo) che ha affidato la gestione sportiva a Dennis Wise, ex capitano del Chelsea e oggi guida del club.

Il Lecce è la società che vanta la partecipazione straniera più longeva: dal 2018, il banchiere svizzero Renè De Picciotto è socio del club salentino a titolo personale, e partecipa al ripianamento dei conti con 6 milioni versati in quattro anni.

Le restanti sono invece a stelle e strisce. A controllare il Parma è Kyle Krause, che ha acquisito il 90% del club con un investimento di 60 milioni. Cifra minore spesa invece da Alexander Knaster, che ha rilevato il 75% del Pisa. Infine, per la SPAL è tornato in scena Joe Tacopina, già protagonista con Roma, Bologna e Venezia: 49% in mano al momento, con l’intenzione di aumentare a febbraio.

Ora tocca quindi all’Ascoli, con il manager Matt Rizzetta che ha rilevato il 31% tramite la North Sixth Group, con tanto di partnership per la valorizzazione all’estero del club come già fatto la scorsa stagione con il Campobasso.

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