Gabriele Gravina, presidente FIGC (copyright: Nicolò Campo/via Onefootball)

Serie di élite e meno professionismo: sono questi i due pilastri attorno ai quali si struttura la riforma di ipotesi dei campionati avanzata da Gabriele Gravina, presidente della FIGC. L’ultima bozza, visionata da Milano Finanza, prevede una complessa riorganizzazione del calcio italiano che dovrebbe concludersi nella stagione 2023/2024.

Il piano prevede un ridimensionamento del calcio professionistico, che passerebbe da 100 a 60 club, rafforzando la tenuta economica del sistema. La Lega Pro cesserebbe di esistere e verrebbe scissa in due campionati: Serie C Elite e Serie C. Il professionismo coprirebbe quindi Serie A, Serie B e Serie C Elite, tre campionati composti da 20 squadre ciascuno.

Le restanti 40 squadre di Lega Pro andrebbero a formare la nuova Serie C, composta da due gironi da 20 club e appartenente alla nuova categoria del semiprofessionismo. Nella medesima area confluirebbe anche la neonata Serie D Elite, un campionato da 54 società suddivise in tre gironi. La Serie D rimarrebbe invece nella futura categoria dilettanti nazionali che includerebbe 144 club ripartiti in 8 gironi con 18 partecipanti.

Sul tema delle promozioni non sembrano contemplati playoff e playout per la promozione e la retrocessione dalla Serie A. Tuttavia, emergono subito i primi problemi: la formula piace, ma non trova posto nei calendari intasati dagli impegni nazionali e internazionali. La sua adozione richiederebbe un taglio dei partecipanti al massimo campionato italiano, a 18 o addirittura a 16, non prevista nella bozza e che non incontra il favore di molti club.

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