De Paul plusvalenza Udinese
(Foto: Oscar J. Barroso, via Onefootball)

Dopo un’altra importante stagione con la maglia dell’Udinese, e la Copa America vinta da protagonista con la maglia dell’Argentina, Rodrigo De Paul ha salutato il campionato italiano per unirsi all’Atletico Madrid di Simeone.

Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa italiana, il trasferimento si è concluso per una cifra pari a 35 milioni di parte fissa più 3 milioni di bonus. Una cifra, quella sborsata dai colchoneros, che ha permesso all’Udinese di realizzare un’importante plusvalenza, che va a sommarsi a quella contabilizzata a seguito della cessione di Musso all’Atalanta per 20 milioni di euro.

La rivalutazione a bilancio di De Paul

Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2020 la società friulana ha scelto di rivalutare alcuni asset facenti parte dell’attivo dello stato patrimoniale. La normativa contenuta nell’art. 110 del Decreto Agosto prevede, infatti, la possibilità per le imprese di effettuare una rivalutazione per i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2020.

L’obiettivo dello strumento è quello di incentivare la patrimonializzazione delle imprese e limitare le perdite derivanti dai danni economici causati dalla pandemia. Una norma che possono sfruttare solo i club che redigono i bilanci seguendo i principi contabili italiani (OIC) e non quelli internazionali (IFRS), quindi ad esempio la Juventus è esclusa.

L’Udinese, già nel bilancio al 30 giugno 2020, ha provveduto a rivalutare il proprio marchio, lo stadio Friuli, il parco giocatori e gli immobili industriali. Come si legge nel fascicolo di bilancio del club friulano, “Il Consiglio di Amministrazione ha incaricato alcuni professionisti di stimare i principali asset aziendali al fine di valutarne la possibile rivalutazione dei valori risultanti dal bilancio”.

Tra le informazioni non è però riportato un dettaglio dei singoli valori attribuiti ai giocatori post iscrizione della rivalutazione a bilancio. Secondo le indiscrezioni di stampa, il valore dell’asset Rodrigo De Paul è stato incrementato fino a 50 milioni, con l’argentino che ha mantenuto il contratto in scadenza al 2024.

Per determinare l’esatto valore netto contabile di De Paul al momento della cessione, al fine di valutare gli impatti economici di una possibile plusvalenza, si devono però tenere a mente due punti fondamentali:

  • l’applicazione di aliquote d’ammortamento decrescenti da parte dell’Udinese;
  • la norma relativa alla rivalutazione delle immobilizzazioni.

Il club friulano, infatti, utilizza un criterio decrescente per le aliquote di ammortamento degli asset a bilancio, come avviene per il Napoli, e questa metodologia porta ad avere un maggior costo del lavoro, attribuibile totalmente all’ammortamento, durante i primi anni di contratto del calciatore.

La tabella di seguito riportata riporta un estratto del fascicolo di bilancio dell’Udinese al 30 giugno 2020 nel quale sono dettagliate le aliquote utilizzate in base agli anni di contratto residui del calciatore.

Potremmo quindi, sulla base delle informazioni contenute nella nota integrativa dell’Udinese e delle stime relative al valore di rivalutazione, ipotizzare la movimentazione del valore netto contabile di Rodrigo De Paul al fine di calcolare l’effettiva plusvalenza/minusvalenza realizzata dall’Udinese in sede di cessione.

Analizzando la norma, al comma 5 dell’art. 110 del Decreto Agosto, si legge che “Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione e’ stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione“.

Pertanto, in caso di cessione prima dei 4 anni successivi all’esercizio in cui è stata registrata la rivalutazione, la plusvalenza/minusvalenza viene calcolata prendendo in considerazione il valore ante rivalutazione. Nel caso di De Paul (ma anche relativamente a Musso si potrà evidenziare la stessa fattispecie) l’Udinese registrerà una plusvalenza a bilancio nonostante abbia incrementato il valore dell’asset al 30 giugno 2020.

Ricapitolando, il calciatore argentino lo scorso esercizio (2020) è stato rivalutato per 50 milioni di euro e venduto a luglio 2021 per 35 milioni di euro. Il valore da considerare per il calcolo della plusvalenza, e il bilancio dell’Udinese fornirà maggiori spiegazioni a riguardo, sarà quello ante rivalutazione.

Il beneficio patrimoniale nell’utilizzo della norma relativa alla rivalutazione dei beni d’impresa ha effetti sull’esercizio in cui viene contabilizzata ma non permette un beneficio economico, e quindi di conseguenza fiscale, entro i 4 esercizi successivi in caso di cessione del bene. L’Udinese ha quindi, grazie alla rivalutazione del parco calciatori e di altri asset dello stato patrimoniale, limitato le perdite derivanti dai danni economici causati dalla pandemia nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020 e registrerà una plusvalenza derivante dalla cessione di Rodrigo De Paul all’Atletico Madrid.

Per spiegare meglio gli effetti della norma abbiamo intervistato il Professore Claudio Sottoriva, docente aggregato di Metodologie e determinazioni quantitative d’azienda presso  la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del S. Cuore, e già incaricato come perito da società di calcio professionistiche per la rivalutazione di alcuni calciatori, nell’ambito dell’intervento normativo del legislatore che, come illustrato, ha previsto la possibilità di rivalutare i beni d’impresa (decreto-legge 104/2020 convertito, con modificazioni, con la legge di conversione 13 ottobre 2020, n. 126).

Dott. Sottoriva, rispetto alla norma che regola la rivalutazione dei beni d’impresa, quali sono i punti principali da valutare?

Il comma 1 dell’articolo 110 del decreto-legge n. 104 del 2020 consente alle imprese assoggettata a IRES e, più in particolare, alle società di capitali e agli enti commerciali che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019, in deroga alle disposizioni del codice civile e alle norme speciali, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa. Il vantaggio principale della norma riguarda la possibilità di rivalutazione dei singoli beni piuttosto che dell’intera classe. Questo è un vantaggio nel mondo del calcio in quanto esiste la possibilità di rivalutare il valore di singoli calciatori di cui la società detiene i diritti alle prestazioni sportive e non necessariamente dell’intero parco calciatori“.

Riguardo al valore massimo di rivalutazione la norma che paletti fissa? Come e quando viene contabilizzato l’ammortamento?

“La misura massima della rivalutazione dei beni di impresa è fissata, giusta il rinvio all’art. 11 della legge 21 novembre 2000 n. 342, nel valore effettivamente attribuibile “ai beni con riguardo alla loro consistenza, alla loro capacità produttiva, all’effettiva possibilità di economica utilizzazione nell’impresa, nonché ai valori correnti e alle quotazioni rilevate in mercati regolamentati italiani o esteri”. Il limite alla rivalutazione che gli amministratori e gli organi di controllo dovranno tenere in considerazione è il maggiore tra il valore d’uso e il valore di mercato. Per quanto riguarda l’ammortamento, invece, nel bilancio in cui è eseguita la rivalutazione gli ammortamenti dovranno essere calcolati sui valori non rivalutati in quanto la rivalutazione è un’operazione successiva al calcolo dell’ammortamento. Contabilmente, infine, a fronte del maggior valore iscritto all’attivo nello Stato patrimoniale corrisponde l’iscrizione di una Riserva di rivalutazione nel Patrimonio netto che può essere utilizzata, ad esempio, per la copertura delle perdite di esercizio. Questo meccanismo fa intuire i motivi per cui la norma nasce e cioè contenere le perdite derivanti dagli effetti negativi che la pandemia ha prodotto negli ultimi due anni. La norma di legge è stata oggetto di approfondimento anche dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) che ha pubblicato il Documento Interpretativo n. 7 e dall’Assonime 6/2021. Tenuto conto dell’esigenza di rafforzamento patrimoniale e dell’esistenza di valori contabili che possono essere oggetto di aggiornamento, immagino che molte società di calcio che chiudono i bilanci al 30 giugno 2021 opereranno gli opportuni approfondimenti per l’eventuale rivalutazione dei propri giocatori, del marchio storico e della library” in previsione della approvazione dei bilanci a settembre/ottobre 2021″.

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