Giunge al termine l’incarico da consigliere Rcs di Gaetano Miccichè. L’ex presidente della Lega Serie A, attualmente presidente della divisione IMI del gruppo Intesa Sanpaolo, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato dal board della società di Urbano Cairo, motivandole con impegni attuali e futuri e accompagnate dai ringraziamenti di rito della società.
Tuttavia, la mossa si presta a molteplici letture. Il Sole 24 Ore ha sottolineato come l’uscita del presidente Imi segnali da parte del banchiere un certo imbarazzo, se non proprio una presa di distanza, per la contesa sorta con il fondo americano Blackstone sulla vendita e la mancata rivendita del complesso immobiliare di via San Marco-via Solferino, nella quale il gruppo Intesa era stato advisor a fianco di Rcs.
Miccichè non sarà sostituito da un altro amministratore proveniente da Intesa, che – aderendo all’Opas – tra l’altro non è più azionista di Rcs bensì della controllante Cairo Communication, con una quota del 2,9%, ma l’1,9% dei diritti di voto.
Insomma, secondo molti addetti ai lavori è come se Intesa stesse tentando in qualche modo di prendere le distanze dal presidente del Torino.
A parte il finanziere Andrea Bonomi, la cordata che aveva cercato di contrastare l’offerta dell’editore alessandrino con un’Opa per contanti da 1 euro è ancora rappresentata nel capitale e nel board di Rcs come minoranza: c’è Diego Della Valle con il 7,62%, Mediobanca con il 6,55%, Pirelli con il 4,73% e Unipol con il 4,9%.
Una compagine di minoranza che, complessivamente, arriva al 23,8% del capitale rispetto al 59,83% che fa capo a Urbano Cairo, che è però in posizione differente rispetto a quella di Intesa. Non risulta che ci siano altre dimissioni in arrivo oltre a quella di Miccichè, che non parteciperà quindi al consiglio di venerdì prossimo chiamato ad approvare la semestrale.