Napoli maglie autoprodotte
(Foto: Antonio Balasco, via Onefootball)

«Ci facciamo da sponsor tecnico. Voi direte: “Puma, Adidas, Nike ci mettono 18 mesi prima e tu vuoi trovare chi te le disegna?” Eppure ho detto: “V********o, ci metto la faccia e ci lavoro. Sono stato in fabbrica, ero al telefono con la Cina, perché a un certo punto devi creare delle svolte”».

Con queste parole, in una conferenza stampa andata in scena a fine giugno, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva annunciato ufficialmente che il club partenopeo avrebbe autoprodotto le divise con il design di EA7 di Giorgio Armani.

Tuttavia, ad appena un mese dall’inizio del campionato, giocatori e staff impegnati nel ritiro di Dimaro non hanno ancora indossato nulla della nuova linea. Come racconta NSS Sports, al momento il Napoli ha deciso di metterci una toppa.

Le divise sociali attualmente sono le stesse dello scorso anno, mentre Kimbo – che non sarà più sponsor degli Azzurri – è stato coperto con una patch “SSC Napoli” su tutto il materiale (polo, casacche, maglie da allenamento e da gioco).

La produzione delle divise è stata affidata a Onis Swiss, con il contratto con Kappa che si è chiuso in anticipo di un anno, ma senza fare ancora spazio al nuovo materiale tecnico. ADL ha ammesso la colpa nei ritardi, che stanno creando una discreta confusione sull’immagine della squadra: il Napoli indossa Kappa, ha ordinato del materiale da Zeus e sul web continuano a circolare indiscrezioni sulle nuove divise.

«Noi faremo una conferenza stampa con Emporio Armani che debbo poter fare quando ho dei “samples” del materiale, perché sennò diventano chiacchiere. Sono in grande ritardo e quindi probabilmente nella settimana che precede l’inizio del campionato potrei presentare le prime due maglie», aveva detto il patron del Napoli a proposito delle tempistiche.

Un percorso non così semplice, che inizia con dei concept e culmina nella produzione con una durata media di circa diciotto mesi e bruciare le tappe, come sta provando a fare il Napoli, è molto rischioso considerando anche le norme che la Serie A richiede a livello di validazione del modello proposto.

Per questo, al momento, De Laurentiis pare abbia chiesto una deroga di due mesi a Kappa, coprendo così luglio e agosto e cercando di evitare grane legali che potevano essere mosse contro l’SSC Napoli. Non c’è certezza sull’esito della richiesta, ma nel frattempo, alcuni tifosi presenti a Dimaro hanno fotografato degli scatoloni che sono arrivati da Zeus per tamponare la situazione di emergenza.

Si tratta di materiale non brandizzato che mostra il logo del Napoli e i due sponsor di maglia (MSC e Lete). I giocatori hanno già indossato gli item e alcuni account social hanno individuato accessori che appartengono proprio al brand campano.

A chiusura del cerchio c’è il merchandising del club, in vendita all’interno del ritiro. Nonostante il contratto con Kappa sia stato chiuso il 30 giugno 2021, la vendita delle maglie e delle collezioni prodotte lo scorso anno continua.

Dunque, se l’autoproduzione è una strada che potrebbe portare ad un club maggiori ricavi – l’obiettivo del Napoli con questa mossa – dall’altro è un processo lungo che richiede attenzione e la massima organizzazione. Non resta che attendere e vedere se il Napoli sarà pronto per l’esordio in Serie A.

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