L'ad nerazzurro Giuseppe Marotta (copyright: Marco Alpozzi/via Onefootball)

“Nuovo allenatore? Entro stasera ci arriviamo. Forse ce la facciamo”. Lo ha detto l’ad dell’Inter Beppe Marotta, intervistato durante “Lo sport che verrà”, evento organizzato dal Foglio Sportivo.

Il dirigente nerazzurro è poi intervenuto su diversi altri temi, a partire dall’addio di Conte. “Tre anni che allenatore che ha vinto lo scudetto lascia la squadra a fine stagione? Credo che si tratti di pura coincidenza. Da come posso aver letto su vicende che non riguardano il nostro club si tratta di un avvicendamento per motivi diversi. Per l’Inter mi pare sia stato spiegato bene. Il mondo del calcio è diventato molto più esigente, si brucia tutto con velocità estrema, quello che era un gioco è diventato una attività imprenditoriale. Spesso e volentieri azionisti e proprietari non si accontentano di vincere ma vogliono qualcosa di più quindi si interessano di più delle vicende calcistiche. Ma a mio giudizio si tratta di coincidenze. C’è maggiore mobilità ma legato al fatto che la pressione è molto aumentata”, le sue parole.

“Il mio Primo scudetto con la Juve è stato coinvolgente ed emozionante, nella mia vita non ci speravo neanche, è stato qualcosa di straordinario, in quel momento ritenevamo fosse un’impresa. Poi ne vinci tanti e diventa una cosa abbastanza normale. Venendo all’Inter dove lo scudetto mancava da 2010, anche qui ha rappresentato qualcosa di straordinario, non immaginavo in due anni di raggiungere questo traguardo. Merito dell’allenatore, è stato straordinario nel creare quell’amalgama”.

“Conte non può restare più di due anni in una squadra? Ora sono le statistiche che lo dicono. È un vincente perché riesce ad arrivare a vittoria attraverso dispendio energie, lui dà anima e corpo. Normale che a un certo punto subentra un momento in cui dice mi fermo e rifletto. Lui è un vincente, ha questa caratteristica, arrivare e voler vincere, avere quasi la sindrome della vittoria, che con solo la sua caparbietà è riuscito a raggiungere, lo ha fatto alla Juve e all’Inter. Se siamo riusciti a vincere scudetto è merito di Conte, della sua caparbietà nel condurre la squadra alla vittoria”.

“Il calcio è un ambiente in generale che brucia tutto con fracilità estrema ed è in grado di cancellare tensione che si generano. È un mondo particolare, in cui si dimentica facilmente, in cui rancori non si consumano a lungo. Pace con Paratici? Non ho rancore, è stata delusione perché se investo su una persona, nel senso di una amicizia, io sono disposto a dare tutto e altrettanto mi aspetto di ricevere. Non ho rancore, gli auguro ogni bene. Ci parliamo, ci parliamo poco ma anche perché non c’era occasione e c’era rivalità con la Juve”, ha concluso Marotta.

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