Contributi a fondo perduto nel decreto Sostegni bis
(Photo Zucchi Insidefoto)

Contributi a fondo perduto decreto Sostegni bis – In arrivo altri 14 miliardi di euro destinati alle pmi e alle partite Iva con fatturato fino a 10 milioni di euro colpiti dalle restrizioni imposte dall’emergenza Covid.

Secondo quanto previsto dalla bozza del decreto “Sostegni bis“, messa a punto dal governo guidato da Mario Draghi, i nuovi aiuti a fondo perduto restano ancorati alle perdite di fatturato. Ma offre ai beneficiari due diverse modalità di calcolo delle perdite.

  • Il primo è una replica secca dell’aiuto prodotto dal primo decreto, misurato dalla perdita media mensile maturata fra 2020 e 2019;
  • Il secondo invece aggiorna il periodo di riferimento dei calcoli, spostandolo in avanti di tre mesi con inizio al 1° aprile 2020 e fine al 31 marzo 2021.

Contributi a fondo perduto: i beneficiari previsti dal “Sostegni bis”

La platea dei beneficiari, come accaduto a marzo, comprende le pmi e le partite Iva con un fatturato fino a 10 milioni di euro che nei periodi di riferimento abbiano registrato una perdita di almeno il 30 per cento.

Un esempio aiuta a capire l’intrico. Un’attività economica che ha ottenuto un contributo a fondo perduto di 5 mila euro a marzo, ne riceverà altrettanti nelle settimane successive all’entrata in vigore del decreto “Sostegni bis”.

Poi potrà chiedere l’integrazione: se in base al nuovo periodo di riferimento il contributo a cui si ha diritto sale a 6 mila euro, si vedrà riconoscere l’integrazione da mille euro.

Se invece l’aggiornamento del calcolo produce una cifra più bassa, l’Agenzia delle Entrate fermerà le macchine e il contributo si fermerà al bis dei 5mila euro.

Contributi a fondo perduto: perché le due modalità di calcolo

Il meccanismo è piuttosto cervellotico. Ma permette di tener conto anche degli effetti economici delle restrizioni 2021, che per molte attività si possono essere rivelati più forti di quelli passati.

Il primo trimestre di quest’anno infatti è stato integralmente vissuto dall’Italia a colori per le restrizioni imposte con l’obiettivo di contrastare la diffusione della seconda ondata pandemica. E si confronta con un primo trimestre 2020 che invece per due terzi aveva visto un quadro quasi ordinario.

Un sistema di questo tipo, poi, risponde all’esigenza di mantenere tempi serrati nei bonifici, che potranno seguire binari telematici analoghi a quelli utilizzati dall’amministrazione finanziaria con il decreto di marzo.

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