L'amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta (copyright: Daniele Buffa/via Onefootball)

Tempo di interviste e di festeggiamenti per l’Inter. Ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport, l’amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta ha affrontato diversi temi, tra questioni societarie e la situazione generale del calcio europeo. Come prevedibile, il discorso è varato anche sul recente terremoto Superlega, da cui il dirigente ritiene che si possa imparare per migliorare la situazione dello sport.

Sul caos delle ultime settimane del calcio europeo, Marotta ha dichiarato:

“La Superlega è nata dall’apprensione dei proprietari perché il modello vigente non è sostenibile. Tutti ricordiamo i grandi mecenati che tiravano una riga e coprivano il disavanzo. Questo calcio va verso un modello di business diverso. Solo a Milano ci sono due proprietà straniere. La Superlega è nata più per una preoccupazione visto il sistema di adesso. E’ nata con modalità e tempi un po’ sbagliati, ma da tutte le cose vanno tratti insegnamenti. L’insegnamento è che il calcio va rimodellato, altrimenti si va in default”.

L’ex dirigente bianconero ha poi parlato in generale dei problemi economici del calcio europeo:

“Un luogo comune dice che non sempre chi più spende più vince, perché accanto al Dio denaro ci deve essere competenza. L’esempio in Italia è l’Atalanta, esempio virtuoso di come si possa competere a grandissimi livelli senza spendere eccessivamente. L’obbligo del management è mixare tutto salvaguardando il patrimonio del club. In questo momento è giusto ridurre i costi che trovano un costo del lavoro rilevante, gli stipendi non sono supportabili ed è lì che bisogna lavorare, riducendo anche l’area professionistica in Italia”.

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