Time aziende più influenti
(Foto: Shaun Botterill, via Onefootball)

Come ogni anno, il Time ha pubblicato la lista delle 100 aziende più influenti del 2021. In questo anno particolare, segnato dalla pandemia e dall’incertezza economica, nella celebre lista sono rientrate imprese di diverso tipo operanti nei settori più differenti, dalla salute all’industria alimentare, dall’intrattenimento all’aerospaziale.

Per ogni azienda sono stati calcolati l’impatto, la rilevanza, l’innovazione, l’ambizione, la leadership e il successo. Time ha quindi diviso i 100 nomi in cinque categorie: pioneers, leaders, innovators, titans e disruptors.

Quest’anno si sono inoltre aggiunte due aziende particolari: la NBA e la Premier League, entrambe inserite sotto la voce dei leaders. La massima lega cestistica mondiale viene premiata per il lavoro svolto dal commissioner Adam Silver, capace di raddoppiare le entrate della lega dal 2013 al 2019 raggiungendo i 9 miliardi di dollari (7,43 milioni di euro), con previsioni pre-pandemia che superavano i 10 miliardi di dollari (8,25 milioni di euro).

Cionondimeno, all’NBA e a Silver in particolare va dato merito per l’organizzazione e il successo della “bolla” di Orlando, che ha permesso la conclusione del campionato senza conseguenze di alcun tipo dal punto di vista sanitario.

La copertina del Time con il commissioner Adam Silver (copyright: time.com)

Tra le leghe professionistiche mondiali, la Premier League è l’unica che si affianca alla NBA. Anche in questo caso, a essere premiato è il lavoro del direttore esecutivo Richard Masters, capace di garantire entrate oltre i 5 miliardi di euro al massimo campionato inglese. Una spinta considerevole a riguardo è stata data dalla vendita dei diritti tv internazionali: la Premier è ora trasmessa in 190 Paesi, e oltre 100 dei suoi giocatori hanno disputato l’ultima edizione del Mondiale.

In ambito sportivo è presente anche la Klutch Sports Group, inserita nella categoria pioneers. L’azienda di agenti sportivi è passata nel giro di un decennio da un paio di dipendenti ad avere oltre 70 clienti tra NBA ed NFL, gestendo quasi 2 miliardi di dollari di contratti ogni anno. Al gruppo viene anche riconosciuto il merito di aver garantito un maggiore empowerment ai giocatori, facilitando trasferimenti sensazionali e il raggiungimento degli accordi tra società e atleti.

Infine, non poteva non mancare il marchio sportivo per eccellenza: Nike. Time la colloca anch’essa sotto la categoria leaders, al pari di NBA e Premier, alla luce dell’impegno del marchio in diverse tematiche sociali, come ha dimostrato la partnership del 2018 con Colin Kaepernick. L’accordo, che ha generato un incremento del valore di mercato di Nike di 6 miliardi di dollari (circa 5 miliardi di euro), è ritenuto dal Time la dimostrazione che “social equity e brand equity possono convivere”.

Inoltre, il marchio è stato l’unico a esporsi pubblicamente durante le proteste negli Stati Uniti del 2020, oltre che a elargire donazioni a nove cifre per organizzazioni di giustizia sociale.

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