Chi parteciperà superlega

L’avvocato Pierfilippo Capello, (studio legale Withers) specializzato nelle tematiche di diritto sportivo, ha commentato per Calcio e Finanza l’ordinanza cautelare del Tribunale di Madrid sul tema Superlega.

Il 20 aprile 2021 il Tribunale di Madrid (Juzgado de lo Mercantil) ha emesso l’ordinanza cautelare n. 14/2021 accogliendo le richieste della c.d. “Superlega”.

Anche se alcune delle premesse appaiono superate dagli eventi più recenti, l’ordinanza mantiene comunque un rilievo nella definizione dei rapporti tra calcio – sport in generale – e diritto dell’UE.

Il contesto nel quale si inserisce l’ordinanza è quello immediatamente successivo al comunicato del 18 aprile con cui UEFA, Federazioni e Leghe italiane, inglesi e spagnole prefiguravano l’adozione di sanzioni nei confronti dei club e dei giocatori che avessero aderito al progetto Superlega. Nella sostanza, il giudice spagnolo ha accolto inaudita altera parte le richieste della European Super League Company S.L., ordinando a FIFA e UEFA di astenersi – per il tempo necessario alla definizione del procedimento di merito – da qualsiasi iniziativa o provvedimento in grado di penalizzare l’esecuzione del progetto Superlega.

Per motivare la decisione, il Tribunale della capitale spagnola parte dall’assunto secondo cui gli Statuti della FIFA e della UEFA conferirebbero ai due organismi una posizione di monopolio anticoncorrenziale nell’organizzazione delle competizioni calcistiche internazionali in Europa, in violazione degli articoli 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).

Allo stesso modo, secondo il Giudice, se effettivamente applicate le sanzioni disciplinari minacciate sarebbero contrarie alle libertà unionali fondamentali, quali la libera prestazione di servizi (art. 56 TFUE), la libera circolazione dei lavoratori (art. 45 TFUE), la libertà di stabilimento (art. 49 TFUE) e la libera circolazione di capitali (art. 63 TFUE).

Il richiamo ai principi antitrust europei ed alle libertà fondamentali non è nuovo nel mondo dello sport – basti pensare alla libertà di circolazione dei lavoratori invocata nella nota e rivoluzionaria sentenza Bosman. Tuttavia, un elemento di novità dell’ordinanza madrilena può forse essere riscontrato nell’applicazione delle norme dei Trattati europei tout court senza prendere in considerazione il filtro della c.d “specificità dello sport” (‘specifity of sport’ o ‘sporting exception’). E’ ben possibile, quindi, che l’esercizio di bilanciamento tra “interessi sportivi” e “interessi concorrenziali“, ai fini dell’analisi della condotta restrittiva, entri in scena nel contesto di un eventuale giudizio di merito.

Il Tribunale di Madrid imposta la decisione richiamando integralmente il testo degli artt. 101 e 102 del TFUE, che sanciscono il divieto di intese restrittive della concorrenza e di abuso di posizione dominante, rispettivamente; subito dopo, l’ordinanza richiama una cospicua giurisprudenza europea riguardante casi di abuso di posizione dominante e “explotaciòn abusiva”; infine, il Giudice richiama le norme nazionali spagnole che rendono applicabile in via diretta le quanto stabilito dal TFUE e dalle corti europee.

Di questa fase introduttiva, colpisce come il Giudice non abbia ritenuto di fare riferimento alle – rare ma non inesistenti – decisioni o disposizioni emesse dalle istituzioni europee in merito all’attività sportiva, ma abbia invece preso in considerazione quelli che possiamo definire i principi generali in tema di tutela della concorrenza.

A questo punto, il Giudice dichiara espressamente che “FIFA y EUFA, organismos de naturaleza privada, tienen nel monopolio para la autorizaciòn y organizaciòn de las competiciones internacionales de fùtbol profesional” e che “…se enfiere de buon derecho en torno a que FIFA y UEFA tiene nel 100% de la cuota de mercado […] ostentando por tanto una situaciòn del monopolio en el mercado relevante” (FIFA e UEFA, organismi di diritto privato, detengono il monopolio della autorizzazione e organizzazione delle competizioni internazionali di calcio professionistico, e si ritiene a buon diritto che FIFA e UEFA detengano il 100% delle quote del mercato rilevante).

A giudizio del Giudice spagnolo, inoltre, la presenza, negli statuti di FIFA e UEFA di sanzioni nei confronti di coloro che non rispettino gli statuti medesimi, con particolare riferimento al divieto di prendere parte a competizioni non organizzate da FIFA e UEFA, costituirebbe una “barrera infranqueable a la entrada de nuevos competidores en el mercado relevante” (barriera invalicabile per coloro che volessero entrare nel mercato rilevante).

bozza capello osborne clarke
Pierfilippo Capello

Il Tribunale di Madrid esamina a questo punto la situazione della Superlega, evidenziando come tale soggetto sia nelle condizioni di entrare e operare nel mercato rilevante (senza definire approfonditamente quale sia il mercato rilevante interessato), segnalando tra l’altro il commitment da parte di JP Morgan AG a finanziare le attività di impresa della Superlega con 3.983.000.000 Euro e come, anche grazie a questo, la Superlega sia (o dovremmo dire fosse) in condizione di avviare la propria attività.

A questo punto, il Tribunale dà atto della reazione della FIFA e della UEFA insieme alla FIGC, alla Lega Serie A nonché alla Lìga e alla Federaciòn Espanola de Fùtbol, che come noto hanno minacciato di escludere i club della Superlega, e i loro giocatori, da tutte le competizioni.

Secondo il Tribunale, l’adozione di queste misure avrebbe l’effetto di “impedire la libera concorrenza nel mercato delle competizioni di calcio professionistico a livello europeo” (e qui l’unica menzione ad un possible mercato rilevante dal punto di vista antitrust) con effetti diretti sulla Superliga che si troverebbe a dover rinunciare al suo progetto per impossibilità di realizzazione delle condizioni sostanziali nonché al recesso da parte di JP Morgan Ag rispetto ai previsti impegni di finanziamento.

Le sanzioni, sempre secondo il Giudice, sarebbero contrarie agli artt. 56, 45, 49 e 63 del TFUE che tutelano le libertà di prestazione di servizi all’interno della Comunità, la libera circolazione dei lavoratori, la libertà di stabilirsi nei paesi dell’Unione e di costituire delle società alle quali sarebbe affidata la gestione della Superlega, nonché la libera circolazione dei capitali.

Per questo, minacciando sanzioni che avrebbero gli effetti elencati, secondo il Giudice madrileno la UEFA e la FIFA hanno posto in essere un abuso della loro posizione dominante; inoltre, le sanzioni minacciate sarebbero “injustificadas y desproporcionadas” in quanto le norme degli statuti UEFA e FIFA che prevedono l’irrogazione di tali sanzioni “non contengono previsioni dirette a garantire obbiettivi di portata generale” né contengono “criteri obbiettivi e trasparenti che evitino la esistenza di effetti discriminatori […]” dovuti al divieto di organizzare competizioni sportive per club che siano già affiliati a federazioni sportive nazionali.

A sostegno delle proprie affermazioni, il Tribunale rileva inoltre che gli artt. 67 e 68 dello Statuto UEFA, che in sintesi prevedono che i club che partecipano a una competizione internazionale cedano all’organizzatore della stessa i diritti commerciali relativi alla propria partecipazione, configurino un ulteriore abuso di posizione dominante ai sensi della normativa europea a tutela della concorrenza.

Pertanto, in Tribunale di Madrid impone, in via cautelare, il divieto per UEFA e FIFA di mettere in atto qualsiasi azione che possa interferire con la realizzazione della Superlega, almeno fino alla definizione del giudizio di merito.

In conclusione, possiamo rilevare che, se da un lato l’effettività della misura appare molto affievolita alla luce dei più recenti sviluppi, dall’altro non si può restare indifferenti rispetto alla dura presa di posizione del Tribunale di Madrid, che per certi versi pare mettere in discussione la legittimità stessa dell’ordinamento del calcio professionistico europeo.

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