Tifosi dei Citizens a Wembley in occasione della finale di League Cup (copyright: Javier Garcia/via Onefootball)

L’Inghilterra ha dato il via al ritorno alla normalità nel mondo del calcio. Nella giornata di ieri, 8.000 spettatori, muniti di certificato di negatività al test anti-covid (con test da rifare tra cinque giorni), hanno potuto assistere alla finale di EFL Cup tra Manchester City e Tottenham a Wembley, vinta dai Citizens con un gol all’82esimo.

Tra qualche settimana, tuttavia, si potrà fare ancora più sul serio: l’impianto ospiterà anche la finale di FA Cup, in programma il 15 maggio tra Chelsea e Leicester, dove sarà consentito l’ingresso a ben 20.000 persone. Per un evento simile, l’Italia dovrà aspettare l’11 giugno: come riporta il Messaggero, la situazione sembra infatti sotto controllo, e non dovrebbero esserci sorprese in vista della gara inaugurale di UEFA EURO 2020 tra gli Azzurri e la Turchia.

Nel frattempo, in Inghilterra prosegue la lotta al razzismo. Sempre il quotidiano riporta l’iniziativa di tutte le squadre inglesi, che oscureranno i propri account social nel fine settimana. L’obiettivo è lanciare un segnale forte e chiaro di disappunto contro le piattaforme, colpevoli di non star agendo in maniera efficace per contrastare la piaga del razzismo online.

La scintilla che ha fatto esplodere il polverone era stata la scelta di Twitter di non voler censurare i commenti postati da account anonimi. Da qui la decisione della Premier League, della Second Division e della Women’s Super League, i cui club spariranno dai social dal 30 aprile al 3 maggio (giorno del Monday Night).

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