Diritti Tv, oggi il pacchetto 2 con il ricorso Sky sullo sfondo

Va in scena nella giornata di oggi un’assemblea di Lega Serie A che si preannuncia infuocata. Il tema all’ordine del giorno è quello dei diritti televisivi, in particolare il nuovo…

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Va in scena nella giornata di oggi un’assemblea di Lega Serie A che si preannuncia infuocata. Il tema all’ordine del giorno è quello dei diritti televisivi, in particolare il nuovo bando relativo all’ormai celebre “pacchetto 2”, che prevede la trasmissione di tre gare di Serie A a giornata in co-esclusiva con Dazn per il ciclo 2021-2024.

Secondo indiscrezioni l’obiettivo sarebbe quello di “sdoppiare” il pacchetto, consentendo anche l’ingresso delle piattaforme OTT (Mediaset e Amazon sullo sfondo), che permettano ai club di ricevere offerte superiori all’ultima – rifiutata – da parte di Sky, pari a 87,5 milioni di euro di media a stagione.

Tuttavia, la discussione tra club si sposterà inevitabilmente anche sul tema Superlega e sugli altri conflitti interni alla Serie A. Le società si ritroveranno per la prima volta dopo il naufragio (momentaneo) del nuovo torneo e la battaglia potrebbe accendersi soprattutto sul doppio ruolo di Andrea Agnelli.

Il presidente della Juventus, insieme al presidente del Real Madrid Florentino Perez, è uno dei promotori della Superlega. In Serie A, invece, ha fatto parte della commissione negoziale (insieme a De Laurentiis, Fienga, Fenucci e Campoccia) impegnata a trattare con i fondi interessati al 10% della nuova media company in cambio del versamento di 1,7 miliardi di euro.

Tuttavia, secondo La Gazzetta dello Sport, le due posizioni sarebbero in netto contrasto tra loro: una clausola dell’accordo preliminare con i private equity prevedeva che le società si impegnassero per dieci anni a non appoggiare nuove manifestazioni.

Il dietrofront di Agnelli ormai è noto e le ragioni della retromarcia evidenti: è per questo motivo che molti presidenti valutano l’ipotesi di una causa per danni al collega juventino, considerato dalla maggioranza il primo colpevole del fallimento dell’operazione.

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Per quanto riguarda gli altri due club coinvolti nel lancio della Superlega, Marotta – ad dell’Inter – farà un passo indietro dalla carica di consigliere federale se l’assemblea vorrà sfiduciarlo. Lo stesso vale per Scaroni, presidente del Milan: rifletterà sul proprio ruolo (consigliere di Lega) di fronte alla posizione degli altri club.

Infine, tornando sul tema diritti tv, una nuova fiamma si è accesa sulla vecchia partita: l’assegnazione di 10 gare, di cui sette in esclusiva, a Dazn (in partnership con Tim) per le prossime tre stagioni. A tal proposito Sky ha deciso di presentare ricorso contestando la presunta violazione della Legge Melandri, che vieta a un singolo operatore di acquistare tutti i diritti.

Questione che non preoccupa la Lega: filtra serenità per aver sempre agito nel rispetto delle norme, tanto che è ancora in corso il procedimento per l’assegnazione di un pacchetto che non coinvolgerà Dazn, ma un altro licenziatario.