Ricavi Gazzetta dello Sport, il presidente di Rcs, Urbano Cairo
Urbano Cairo (Foto Antonietta Baldassarre / Insidefoto)

Ricavi giù per effetto del Covid e conti ancora in rosso per il Torino. Il club granata ha chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2020 con una perdita pari a 19 milioni di euro, dopo il rosso di 13,9 milioni del bilancio al 31 dicembre 2019.

Il valore della produzione ammonta a complessivi 80,5 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 96,3 milioni del 2019. La società sottolinea che il decremento nel valore di produzione è spiegato da:

  • decremento dei ricavi da stadio di 5,6 milioni di euro
  • decremento dei ricavi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi di 13,2 milioni di euro
  • decremento dei ricavi commerciali di 1,9 milioni di euro
  • decremento degli altri ricavi della gestione pari a 1,6 milioni di euro.

Per quanto riguarda invece le plusvalenze, nel 2020 il Torino ha registrato 19,4 milioni (11,8 nel 2019) con le cessioni di Kevin Bonifazi (Euro 9,4 milioni), Alejandro Berenguer (Euro 7,5 milioni) e Leonardo Candellone (Euro 0,4 milioni), oltre a premi di rendimento  per complessivi 2,1 milioni correlati alle cessioni a titolo definitivo di Nikola Maksimovic, Marco Benassi, Bruno Peres e Alfred Gomis.

Al netto delle plusvalenze, il valore della produzione è sceso pertanto di 23,4 milioni, passando da 84,5 milioni ad Euro 61 milioni.

Per quanto riguarda i costi, i costi della produzione sono stati pari a 105,1 milioni (113,1 milioni al 31 dicembre 2019) con un decremento di 8 milioni rispetto al 2019. Tra i costi principali, i costi del personale sono calati a 56,9 milioni (62,0 nel 2019), mentre gli ammortamenti sono passati da 28,3 a 29,5 milioni, di cui 29,1 milioni legati ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori (28,0 nel 2019).

Dopo quindi l’utile da 37,2 milioni nell’esercizio 2017, il Torino ha messo in fila tre esercizi in perdita per complessivi 45 milioni (-12,3 milioni nel 2018, -13,9 milioni nel 2019 e -19 nel 2020): dopo essersi quasi dimezzato nei due precedenti esercizi, tuttavia, il patrimonio netto è tornato a crescere, grazie alla rivalutazione dei marchi di proprietà del club granata (consentita dal Decreto Agosto).

Nel dettaglio, l’operazione (realizzata da un esperto indipendente) ha visto incrementare il valore dei marchi Torino da 478mila euro a 60 milioni, con un incremento delle immobilizzazioni immateriali per 59,6 milioni e un incremento del patrimonio netto di 57,8 milioni, che a fine dicembre era così pari a 72,9 rispetto ai 34,2 milioni del 2019.

Nel corso del 2020, inoltre il Torino ha sottoscritto due contratti di finanziamento, per complessivi 30 milioni di euro (di cui 15 milioni garantiti al 90% da parte di Sace), che ha fatto salire i debiti a complessivi 112 milioni.

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