Superlega tappe torneo
(Foto: Mike Kireev, via Onefootball)

La Superlega è realtà, o almeno lo è la volontà di quelli che si sono definiti i “12 Club fondatori” di portare alla luce un nuovo torneo, che rivoluzionerebbe il mondo del calcio come oggi lo conosciamo. Il comunicato della serata di ieri – che ha annunciato la Super League – è solamente la conclusione di una giornata a dir poco convulsa.

La racconta La Gazzetta dello Sport, spiegando che tutto precipita sabato, con la UEFA a Montreaux perché l’Esecutivo deve approvare la nuova Champions a 36 squadre. Ma al momento di stilare il comunicato Agnelli – scrive il quotidiano – si defila e non si rende reperibile.

Iniziano a circolare voci di una Superlega imminente, una minaccia che sembrava scongiurata proprio dalla nascita della nuova Champions. Tuttavia, la UEFA non si è resa conto che un gruppo di ricchi club lavorava a una trama alternativa, che doveva essere il futuro, ma che per colpa della crisi portata dall’emergenza Coronavirus si è trasformata nel presente.

All’inizio c’era solo Florentino Perez, oggi i firmatari sono 12 club: sei inglesi, tre italiani e tre spagnoli (mancano Psg e Bayern, ma l’organizzazione punta a recuperarli con il Dortmund).

L’ECA rimane spiazzata, mentre a Montreux la UEFA – ieri – si riunisce d’urgenza. Con Ceferin c’è anche il futuro braccio destro, Boban, che sarà annunciato oggi e dovrà usare tutta la sua abilità diplomatica per ricucire lo strappo che si è creato: la reazione della UEFA è immediata.

Parte così un durissimo comunicato firmato da Leghe e Federazioni di Spagna, Inghilterra e Italia per ricordare ai ribelli che «chi partecipa è fuori da tutte le competizioni», campionati, coppe, nazionali. Anche i giocatori. L’ufficio legale di Nyon ha cominciato a studiare una causa da 50/60 miliardi (per danni e mancati guadagni) verso i separatisti.

A mezzanotte, poi, il comunicato di uno studio legale italiano annuncia la nascita di “The Super League”. Contestualmente Agnelli diventa vicepresidente della Superlega e si dimette dall’ECA e dall’Esecutivo UEFA, rendendo così lo strappo definitivo.

Oggi l’Esecutivo dovrà approvare la Champions a 36 squadre, la distribuzione dei proventi 2021-2024 e le sedi di EURO 2020, ma i temi saranno altri. Domani, al Congresso, elezioni con due italiani candidati all’Esecutivo 2021-2025: il presidente della FIGC Gravina, in corsa per la vicepresidenza, e la Christillin da confermare membro del Consiglio FIFA.

Quel che è certo – conclude la Gazzetta – è che la spaccatura tra UEFA e club è una “rottura” personale tra Agnelli e Ceferin. E il presidente dell’UEFA si riavvicina così all’ex “nemico” Infantino. Anche il presidente della FIFA farà una dichiarazione contro gli indipendentisti al Congresso e in nottata da Zurigo arriva un comunicato contro la Super Lega.

In linea con FIFA e UEFA è Gravina: «Siamo sempre stati contro la Super Lega», ha detto a Montreux. Oggi pomeriggio si riuniscono in conferenza anche i presidenti dei club di Serie A per fare il punto. Tutta l’Europa al lavoro per scongiurare quella che sembra essere una vera e propria rivoluzione.

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