Italiani che guidano giganti mondiali
(Foto: James Moy/XPB/Renault F1 Team/FIA)

La notizia è di questa settimana. La nota agenzia Reuters ha nominato Alessandra Galloni nuovo responsabile editoriale a livello mondiale. Un evento eccezionale, dato che Galloni è la prima donna a ricoprire l’incarico in oltre 170 anni di storia dell’agenzia.

Alessandra Galloni – 47 anni, nata a Roma – ha gestito a lungo la sede capitolina e adesso guiderà il numero uno dell’informazione economica con il 34% del mercato seguita da Bloomberg, prendendo il posto di Stephen J. Adler, che andrà in pensione alla fine di aprile.

Quello di Alessandra Galloni è solo uno dei tanti esempi di italiani che nel mondo occupano posizione di vertice. Il quotidiano Il Foglio ne ha elencati diversi, provenienti da ambiti differenti, a cominciare dall’astrofisica Marica Branchesi e dal chirurgo Giuliano Testa, inseriti nel 2018 da Time tra le 100 personalità più influenti.

Tra gli scienziati un ruolo di primo piano spetta senza dubbio a Fabiola Gianotti che con la direzione del CERN di Ginevra svolge anche un ruolo manageriale. I manager, tra i quali ritroviamo il milanese Luca De Meo, 54 anni, che oggi guida il colosso Renault-Nissan-Mitsubishi, terzo produttore al mondo, deciso a cancellare il ricordo ingombrante di Carlos Ghosn e a ribaltare la filosofia del gruppo.

Spazio poi anche nei giganti del tech, come Apple, dove Luca Maestri, direttore finanziario dal 2014, nato a Roma nel 1963, è uno dei manager più pagati al mondo e anche uno dei più efficienti a giudicare dal bilancio della creatura di Steve Jobs.

Passando alla finanza, il napoletano Mario Greco è al comando di Zurich la compagnia svizzera numero 4 in Europa. E ancora: Lorenzo Bini Smaghi – scrive il quotidiano – presiede la francese Société Générale, Vittorio Grilli ha in mano le operazioni europee della JPMorgan, Domenico Siniscalco è a Morgan Stanley.

Un paese, l’Italia, di banchieri e navigatori perché non si può dimenticare la MSC fondata da Gianluigi Aponte che ancor oggi ha saldamente in mano il timone. LVMH, leader mondiale del lusso, è saldamente nelle mani del fondatore il francese Bernard Arnault e del direttore generale l’italiano Antonio Belloni, numero due a tutti gli effetti.

Nella conglomerata della società, Pietro Beccari guida invece la capogruppo della moda, la Christian Dior il cui rilancio creativo nel 2016 è stato affidato a Maria Grazia Chiuri. Al contrario, Marco Gobbetti diventa amministratore delegato della Burberry in cerca di un nuovo riposizionamento dopo una carriera in case prestigiose come Bottega Veneta, Moschino, Celine, Givenchy da dove porta con sé il direttore creativo Riccardo Tisci considerato uno dei migliori disegnatori di moda al mondo.

Per chiudere, largo agli chef, tra i quali il re dei fornelli di Francia Giovanni Passerini, specializzato in trippa, gnocchi e ravioli a Parigi, mentre uno dei locali più cool di Londra è “L’Anima” di Francesco Mazzei che ha cominciato da ragazzo facendo gelati in Calabria, per arrivare a conquistare la City.

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