Agnelli lettera ECA
(Foto: LAURIE DIEFFEMBACQ, via Onefootball)

Non vi erano dubbi sul fatto che, attualmente, non ci sia un bel clima in sede all’ECA, né tantomeno nei rapporti con la UEFA. La divisione tra club più ricchi e il resto dell’associazione sembra sempre più marcata e netta, come ha mostrato la vicenda sulla richiesta di maggiore partecipazione dei club alla governance UEFA, oltre che i vari discorsi sulla nuova Champions e sull’eventuale Superlega.

A lamentarsi circa la situazione, tuttavia, non sono solamente i piccoli club. Proprio sul tema della nuova Champions, i tifosi di tutta Europa hanno deciso di farsi sentire, scrivendo una lettera aperta rivolta al presidente dell’associazione, Andrea Agnelli.

Il tema principale della lamentela è il format della prossima competizione, che vedrà la Champions League passare da 32 a 36 squadre, con l’eliminazione della fase a gironi, a partire dal 2024.La lettera aperta, redatta da Football Supporters Europe (gruppo del quale fanno parte tifosi di PSG, United e Real), recita così:

«I nostri gruppi rappresentano i tifosi dei club che siedono nel consiglio dell’ECA. Vi scriviamo a nome loro e di milioni di altri in tutto il continente che avete scelto di ignorare nel vostro tentativo di prendere il controllo del calcio europeo.

I vostri piani per ristrutturare la Champions League aumentando il numero di partite, introducendo la qualificazione basata sui risultati passati, e monopolizzando i diritti commerciali rappresentano una seria minaccia per l’intero gioco. Invece di realizzare il vostro presunto obiettivo di costruire un’industria calcistica di successo, sostenibile e socialmente responsabile, non farete altro che aumentare il divario tra i ricchi e gli altri, far naufragare i calendari nazionali e pretendere che i tifosi sacrifichino ancora più tempo e denaro.

Tutto a beneficio di chi? Una manciata di club già ricchi, società di investimento e fondi sovrani, nessuno dei quali ha la legittimità di decidere come il calcio dovrebbe essere gestito. Anche la maggior parte dei membri dell’ECA ci rimette, alla luce dalle riforme proposte.

Una presa di potere così sfacciata sarebbe indifendibile persino nei momenti migliori, ma al culmine di una pandemia globale non rappresenta altro che un tentativo di trarre profitto da una situazione di crisi – per non parlare del netto contrasto con la solidarietà mostrata dai tifosi. Nell’ultimo anno, abbiamo sostenuto i nostri club incondizionatamente, comprando abbonamenti senza alcuna speranza di assistere alle partite, e pagando abbonamenti TV per vedere partite noiose disputatesi in stadi vuoti e senz’anima, il tutto mentre voi lavoravate dietro le quinte per trovare nuovi modi per dissanguarci.

Ma noi non abbiamo il tempo o il denaro per investire nelle vostre fantasie o finanziare la vostra insaziabile avidità. E alla fine, noi siamo la fonte del vostro business. Nonostante le aspettative di alcuni, non c’è nessun tifoso 2.0 che aspetta di uscire dalla panchina per salvare i vostri piani.

Noi siamo i tifosi di oggi, e non vogliamo più partite europee. Vogliamo campionati nazionali forti e competitivi, un’uguale opportunità di qualificarsi per l’Europa basata sul merito sportivo e una più equa condivisione della ricchezza del gioco.

Vi chiediamo quindi di abbandonare i vostri piani sconsiderati. Chiediamo anche agli organi di governo del calcio di smettere di fare concessioni ai club d’élite e di intervenire per proteggere il futuro del gioco.

Il calcio deve cambiare. Ma deve cambiare in meglio. Le questioni in gioco sono troppo importanti per essere decise a porte chiuse. Firmato: Football Supporters Europe (FSE)”.

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