Serie A Sky o Dazn
(Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

Nuovo scontro in vista tra i club di Serie A durante l’assemblea di oggi. Sul tavolo c’è infatti la discussione relativa al “correttivo per la quota abbonamenti e biglietti per la stagione sportiva 2020/21 (art.8 del DPCM 1° marzo 2018)”, come si legge nell’ordine del giorno.

A cosa fa riferimento questa indicazione? La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto la novità del radicamento sociale in base agli spettatori allo stadio e davanti alla tv per quanto riguarda la distribuzione dei ricavi ai club di Serie A.

L’ultima modifica (realizzata durante il Governo Renzi-Gentiloni da parte del Ministro dello Sport Luca Lotti) prevede questa distribuzione:

  • una quota del 50 per cento in parti uguali tra tutti i soggetti partecipanti al Campionato di serie A;
  • una quota del 30 per cento sulla base dei risultati sportivi conseguiti;
  • una quota del 20 per cento sulla base del radicamento sociale (12% in base agli spettatori allo stadio, 8% in base all’audience).

In particolare, la percentuale dei ricavi legata agli spettatori allo stadio è assegnata “a ciascuna società in misura corrispondente al posto occupato nella graduatoria cumulativa relativa al numero di biglietti e abbonamenti, certificati dalla SIAE, venduti nelle ultime tre stagioni sportive”.

La cifra da distribuire per quanto riguarda gli spettatori si aggira intorno ai 130 milioni di euro complessivi, considerando che i ricavi netti che i club di Serie A incassano sono circa 1,068 miliardi di euro complessivi a stagione.

Le discussioni partiranno dal fatto che la stagione 2020/21 si disputerà interamente a porte chiuse, quindi servirà un altro elemento per distribuire la cifra. Tra le ipotesi, c’è quella di escludere questa stagione e utilizzare il triennio precedente, oppure considerare solo le ultime due stagioni col pubblico (anche se poi si tratta di poco più di una stagione e mezza) e aggiungere come terza la migliore del precedente triennio. Ma c’è anche chi propone l’ipotesi di utilizzare gli ascolti tv anche per la suddivisione della parte relativa agli spettatori, opzione che prevede battaglia da chi fa buoni numeri come spettatori ma bassi ascolti tv come Lazio e Napoli, che nelle ultime stagioni si sono piazzate vicine al top per presenze allo stadio ma come audience televisiva restano comunque lontane da Juventus, Inter e Milan.

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