Multiproprietà calcio professionistico
Claudio Lotito (Foto Insidefoto Antonietta Baldassarre)

Il caso tamponi che coinvolge la Lazio interessa direttamente anche il patron del club biancoceleste, Claudio Lotito. Non soltanto per il suo ruolo di numero uno della Lazio.

Come spiega La Gazzetta dello Sport, il presidente, deferito al Tribunale federale per responsabilità diretta (art. 6 comma 1 del Codice di giustizia sportiva) per non aver vigilato sul rispetto delle norme anti Covid, rischia adesso di perdere la sua carica di consigliere federale in quota Lega di Serie A.

È previsto infatti che le cariche federali decadano qualora si accumulino 12 mesi di inibizione in dieci anni. Non conta quindi la squalifica per calciopoli (quattro mesi) che risale al 2006. Va invece considerato il caso dell’agosto del 2012, quando il presidente fu condannato a due mesi di inibizione per le vicende legate al trasferimento dei calciatori nella cosiddetta inchiesta «agentopoli».

Quindi il presidente della Lazio deve sperare, in caso di condanna, che non si vada oltre i dieci mesi. La difesa passa da quella nota come «strategia 231», sul sistema dualistico delle società che dunque scinde le responsabilità.

Il presidente sostiene che la Lazio rientri in questo modello organizzativo e che in materia sanitaria abbia delegato interamente le sue funzioni allo staff medico.