gialappa's mondiali 2018
La Coppa del Mondo (Foto Panoramic / Insidefoto)

Le richieste di boicottaggio verso i Mondiali 2022 in Qatar non mancano, in segno di protesta verso lo sfruttamento sistematico dei lavoratori immigrati. E sul tema nei giorni scorsi è intervenuta anche Amnesty International, che ha fatto appello a FIFA e alla federazione calcistica olandese KNVB (partner di Amnesty verso i Mondiali), esortando ad intraprendere “azioni urgenti e concrete” per migliorare la situazione dei lavoratori migranti, che costruiscono le infrastrutture della Coppa del Mondo in Qatar.

Sul tema, così, è intervenuta anche la stessa Federcalcio olandese, con un lungo comunicato:  “Anche noi abbiamo letto con sgomento l’articolo del Guardian, e i numeri di cui ha parlato sono spaventose. Abbiamo discusso sull’argomento in maniera intensa nei giorni scorsi, sia all’interno della KNVB che con la FIFA, il Governo olandese e varie organizzazioni per i diritti umani”.

“La KNVB non è mai stata favorevole ad un mondiale in Qatar, e certamente non approva il modo in cui i lavoratori migranti sono trattati nel Paese. Tali trattamenti non sono limitati unicamente ai progetti edilizi per il Mondiale, ma avvengono in un tutti i progetti di costruzione su larga scala. Si tratta di un problema più ampio, ma almeno ora è emerso alla luce del sole con l’avvicinarsi della competizione. Al momento, noi in quanto federazione calcistica abbiamo tre opzioni per affrontare la situazione:

  1. In quanto federazione calcistica, possiamo concentrarci solo sugli elementi sportivi di questo Mondiale, lasciando tutti gli sforzi per migliorare le condizioni in Qatar alle organizzazioni politiche e sociali. Questo per noi è fuori discussione.
  2. Ad un anno dal calcio d’inizio, come qualcuno suggerisce, possiamo ancora decidere di boicottare i Mondiali in Qatar. Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International e lo Human Right Watch non sono favorevoli ad un boicottaggio. Affermano che in realtà non aiuterebbe i lavoratori migranti in Qatar, dal momento che perderebbero i loro soldi. Inoltre, queste associazioni per i diritti umani affermano che le riforme previste in Qatar entreranno in vigore solo se partecipiamo, continuando il nostro coinvolgimento ed esercitando pressione sul governo qatariota. In altre parole, un boicottaggio non farebbe nulla per migliorare la situazione, e secondo noi nemmeno questa sarebbe l’opzione migliore.
  3. Possiamo utilizzare gli attuali riflettori puntati sui Mondiali per dare il nostro contributo agli sforzi per migliorare la situazione dei lavoratori migranti in Qatar. Possiamo farlo attraverso la diplomazia, supportando i progetti per i lavoratori migranti e le donne in Qatar, e soprattutto continuando a chiedere l’attenzione del governo di Doha. Secondo i rapporti delle organizzazioni per i diritti umani, tale strategia ha di recente prodotto qualche miglioramento. Di conseguenza, questa è l’opzione che preferiamo, e faremo dei passi avanti nei nostri sforzi nel periodo che verrà”.

“Abusi di questo tipo non dovranno più accadere in alcuna edizione futura dei Mondiali. Nel 2014, la KNVB fu una degli iniziatori dei tentativi di convincere la FIFA a prestare maggiore attenzione ai diritti umani nei Paesi che si offrivano di ospitare i Mondiali. A riguardo sono stati fatti dei chiari progressi: nelle procedure di offerta per i prossimi Mondiali è stato ora incluso un paragrafo riguardante i diritti umani. Sfortunatamente, la situazione non era tale quando il Qatar venne scelto, ma dal 2022 non avremo più un altro Mondiale in un Paese che non include garanzie internazionali ai diritti umani nella procedure di offerta”.

“Da un punto di vista sportivo, il Mondiale rappresenta il più alto livello del calcio, sia da un punto di vista dei giocatori che per i milioni di tifosi in tutto il mondo. Le qualificazioni cominceranno tra poco, ma siamo pienamente coscienti dei problemi in Qatar e stiamo aiutando a rafforzare i miglioramenti. Il calcio ha il potere di connettere Paesi e persone, permettendo loro di intavolare un dialogo su temi complessi, un processo definito come “diplomazia del pallone”. Tale processo facilita la diplomazia internazionale, e spiana la strada per discussioni su temi come i diritti umani in luoghi dove è urgente farlo”.

  • Al momento della presentazione dell’offerta, la KNVB non era favorevole a ospitare i Mondiale in Qatar, ma ormai accettiamo il fatto compiuto che vi si terrà la fase finale nel 2022. Non distogliamo lo sguardo ai problemi sociali della nazione ospitante e, se ci dovessimo qualificare, parteciperemo al torneo in maniera socialmente responsabile.
  • Insieme ad altre federazioni, la Reale Federazione Calcistica dei Paesi Bassi è parte della comunità calcistica internazionale, e tutti i membri FIFA si sono impegnati a partecipare alle qualificazioni per i Mondiali e, dopo le qualificazioni, alle fasi finali del torneo. Dalla Seconda guerra mondiale, non un singolo Mondiale è stato boicottato per ragioni politiche da nessuna nazione. Proprio grazie ai Mondiale, molte persone stanno guardando con maggiore attenzione alla situazione in Qatar, cosa che va oltre al torneo.
  • Riguardo agli imminenti Mondiali in Qatar, la KNVB è in stretto contatto con l’Ambasciata olandese a Doha, così come le organizzazioni dei diritti umani e, qui a casa nostra, con il Ministro degli Affari Esteri dei Paesi Bassi.