Gran Premio Spagna
Charles Leclerc e Lewis Hamilton in pista (Photo Federico Basile / Insidefoto)

Stefano Domenicali, amministrato delegato della Formula 1, non usa giri di parole: “La nostra intenzione è avere una presenza più importante negli Stati Uniti”. A riportarlo è il Financial Times, che sottolinea come la F1 sia alla ricerca di un modo per espandersi ulteriormente nel più grande mercato mediatico sportivo al mondo.

Tra le idee, la principale è ovviamente quella di aggiungere un nuovo Gran Premio nel Paese a stelle e strisce, oltre a quello di Austin (in programma quest’anno il 24 ottobre). L’espansione negli Stati Uniti è diventata ora fondamentale, alla luce degli effetti economici della pandemia, costata alla F1 440 milioni di dollari (370 milioni di euro) in perdite operative.

Il compito di espandersi oltre a Europa e Asia, roccaforti della F1, è stato quindi assegnato a Domenicali, nominato ad da Liberty Media, società americana proprietaria della competizione. Non è comunque facile, data la concorrenza di Nascar e IndyCar, ma secondo Domenicali la F1 è in una posizione abbastanza forte per cercare accordi migliori. “Si tratta di un’evoluzione naturale di un viaggio che comincia da dove eravamo negli Stati Uniti; non totalmente assenti, ma sicuramente poco diffusi” ha dichiarato.

La missione principale è quella di aggiungere un nuovo Gran Premio nel Paese, considerando comunque che vi è ancora da rinnovare il contratto con Austin. Il luogo più accreditato sembrerebbe Miami, ma Domenicali non vuole fornire ulteriori dettagli a riguardo. “Più corse ci sono in America, più popolare diventerà lo sport” ha dichiarato Otmar Szafnauer, team principale di Aston Martin F1. “Diventa molto più facile se hai più corse nella stesso fuso orario americano, raggiungeresti molti più tifosi”.

In ogni caso, nonostante la cancellazione del GP degli Stati Uniti nella scorsa stagione, l’audience americana per la F1 è cresciuta dell’1%, in controtendenza rispetto al calo complessivo del -4,5% a livello globale. La situazione è ancora da definire, ma è chiaro come la lega automobilistica più famosa del pianeta non possa prescindere dal mercato americano per espandersi ulteriormente.