Inter partite Dazn
Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

Prosegue la vicenda Inter-Ats. Dopo le polemiche del weekend appena passato, che hanno visto il rinvio della gara dei nerazzurri contro il Sassuolo, il dibattito si sposta sul tema dei nazionali.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, l’Ats di Milano ha ricevuto la richiesta di quattro federazioni di far tornare in patria i propri giocatori, in vista delle qualificazioni ai Mondiali 2022 che prenderanno il via a breve:

  • Croazia: Perisic e Brozovic
  • Danimarca: Eriksen
  • Belgio: Lukaku
  • Slovacchia: Skriniar.

L’Ats ha risposto dando il via libera, in quanto la norma internazionale, che vale per tutti i lavoratori, prevede che una persona che ha iniziato un periodo di quarantena all’estero abbia il diritto di rientrare nel proprio Paese, al fine di terminare l’isolamento. Salvo, ovviamente, la negatività del tampone, sia del giocatore in questione che dell’intero gruppo squadra.

Spostamenti, dunque, con mezzi privati e solo per recarsi agli allenamenti. Ed è su questo punto che insiste la società nerazzurra, che ritiene che la norma debba essere interpretata impedendo ai giocatori di disputare le partite.

La questione è resa ancora più complessa dal fatto che Lukaku, Eriksen e Skrianiar dovrebbero disputare gare anche al di fuori del proprio Paese, rendendo impossibile e nulla l’indicazione dell’Ats milanese.

E per i nazionali italiani? Il via libera non li riguarderebbe, in quanto non devono raggiungere uno Stato diverso. La FIGC, in ogni caso, ha deciso che aspetterà l’esito dei tamponi per definire meglio la situazione di Bastoni, Barella e Sensi.

Situazione in evoluzione, ma la certezza è una: la “bolla” richiesta dalla sanità milanese verrà sicuramente infranta, cosa che in Italia prevede anche sanzioni penali e sportive. Che potrebbero aggiungersi ai problemi di nuovi potenziali focolai, come fu in autunno per Skriniar, Bastoni e Kolarov.