Danno chiusura impianti sciistici
(Photo VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images)

«Riaprire allo sci sarebbe stato un errore grave? Gravissimo. Avremmo pagato cara questa ed altre proposte di riaperture di attività. Altra questione sono i teatri, simbolo di cultura, luoghi di alto valore sociale. Il Cts ha validato protocolli molto rigorosi per quanto riguarda l’ingresso degli spettatori. Sul piano morale la ripresa degli spettacoli teatrali è importante». Lo dice Luca Richeldi, pneumologo del Comitato tecnico scientifico Cts, intervistato dal Corriere della Sera.

«Da qualche settimana, come previsto soprattutto in alcune zone, la circolazione del virus è molto sostenuta. La responsabilità è in massima parte delle varianti. I nuovi ceppi sono più trasmissibili, causa di un aumento di ricoveri e di morti».

«Il rischio dove si annida? Nella stanchezza degli italiani a sopportare una situazione così difficile. I bollettini quotidiani sono uno strazio e può esserci l’ involontaria tendenza ad abbassare la guardia, a non indossare correttamente le mascherine, ad invitare a casa gli amici. C’è il rischio di dimenticare, trascinati dallo sconforto di non vedere ancora la fine».

«Le zone rosse circoscritte funzionano. Si è visto che dopo un paio di settimane l’epidemia a livello locale rallenta e viene riportata sotto controllo. Dobbiamo abituarci ad andare avanti così, con l’alternanza di aree soggette a restrizioni temporanee».