EURO 2020 città ospitanti
(Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

A 100 giorni dal via di EURO 2020 – posticipato al 2021 a causa dell’emergenza Coronavirus –, la UEFA sta valutando la possibilità di tagliare tre città dalla sua lista di 12 sedi nelle quali dovrebbe disputarsi il torneo con una formula itinerante.

Bilbao, Dublino e Glasgow rischiano di essere escluse per la mancanza di garanzie sul numero di tifosi che potrebbero essere ammessi negli stadi entro giugno, ha fatto sapere l’Associated Press, sulla base di fonti che hanno familiarità con la questione.

L’obiettivo della UEFA è quello di avere il piano tifosi entro poche settimane. La Federcalcio europea vorrebbe che gli impianti fossero occupati per metà, nonostante gran parte dell’Europa continui a giocare in stadi vuoti a causa delle misure restrittive dovute alla pandemia.

Sebbene la Gran Bretagna abbia momenti molto delicati, il suo programma di vaccinazione è il più veloce in Europa, il che ha accresciuto la fiducia della UEFA nella possibilità di portare ben sette partite allo stadio londinese di Wembley, comprese le semifinali e la finale di luglio.

Il governo britannico ha in programma di far tornare negli stadi fino a 10.000 tifosi (per stadi con capienza da 40.000 in su) a partire da maggio, ma più posti potrebbero essere riempiti entro poche settimane, a seconda dei risultati ottenuti con i test.

Al contrario, le autorità scozzesi stanno adottando un percorso più cauto e non offrono alcuna indicazione quando i fan potrebbero essere autorizzati a tornare negli impianti sportivi. «Vedremo se sarà possibile o meno per i fan essere effettivamente presenti per assistere (ad EURO 2020)», ha detto mercoledì il segretario scozzese alla sanità Jeane Freeman.

Un’incertezza che ha portato la UEFA a valutare l’idea di privare l’Hampden Park di Glasgow delle sue quattro partite. Le tre sfide della fase a gironi e gli ottavi di finale potrebbero spostarsi così a sud del confine con l’Inghilterra (si pensa a un’altra sede londinese, ma anche a Manchester e Liverpool).

Non solo Glasgow. In bilico sarebbero anche le quattro partite previste all’Aviva Stadium di Dublino, che può ospitare 51.700 persone. La UEFA non ha ancora ricevuto informazioni positive dalle autorità irlandesi, con i tifosi che attualmente non potranno assistere alle partite in programma fino al 5 aprile.

«E’ troppo presto per dire come e quando queste restrizioni dovrebbero essere allentate date le attuali incertezze», ha detto il governo irlandese all’AP. «Siamo in costante dialogo con la UEFA e la nostra intenzione è di lavorare per creare il miglior scenario possibile coerente con le linee guida per la salute pubblica».

Infine, sul tavolo anche le gare a Bilbao, nei Paesi Baschi, che non hanno fretta di riportare gli spettatori allo stadio, attenendosi invece a un approccio cauto determinato dall’emergenza. «A tre mesi dal via, dobbiamo essere cauti», ha detto il governo basco all’AP. «Ma continueremo a lavorare con la UEFA e altre sedi per vedere se le partite di EURO 2020 potranno essere organizzate con i tifosi, quali saranno i limiti di capienza e in quali condizioni».

In attesa di sviluppi, va ricordato che gli Europei dovrebbero iniziare a Roma l’11 giugno con l’Italia che affronterà la Turchia. La UEFA rimane inoltre fiduciosa di mantenere Baku (Azerbaigian), Copenaghen (Danimarca), Monaco (Germania), Budapest (Ungheria), Amsterdam (Paesi Bassi), Bucarest (Romania) e San Pietroburgo (Russia) come sedi ospitanti.

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