ARTICOLO A CURA DI DANIEL RIGBY, THE IMMIGRATION ADVICE SERVICE
Gennaio è stato un mese decisamente poco movimentato per il calciomercato, con i club di tutta Europa che hanno dovuto fare ancora i conti con gli effetti finanziari della pandemia. In Inghilterra, dove si trovano alcuni dei club più ricchi al mondo, le cose non sono andate diversamente, e il mese di gennaio è risultato la finestra di mercato invernale più tranquilla della storia della Premier League. Infatti, tra i principali club inglesi vi sono stati soltanto 26 acquisti nell’ultimo mese, appena oltre la metà di quelli effettuati nello stesso periodo dell’anno scorso, con i club che hanno scelto di rimanere con ciò che avevano piuttosto che dilapidare denaro su nuovi giocatori.
Considerando che diversi club faticano parecchio alla luce dei mancati incassi dai biglietti, non è esattamente una grande sorpresa vederli assumere un approccio più pragmatico. Ma oltre al problema finanziario sollevato dalla pandemia, c’è un’altra ragione per spiegare la calma piatta dell’ultima finestra di mercato in Premier League?
Nel Regno Unito, nel dibattito sul leave/remain della Brexit, il cuore delle discussioni era quasi sempre l’economia. Altri aspetti critici riguardavano l’industria della pesca, oppure gli standard alimentari o la natura burocratica dell’Unione europea. Ma un aspetto che è stato scarsamente considerato in Gran Bretagna, se non del tutto ignorato, è l’impatto che la Brexit avrebbe avuto sul calcio inglese, in particolare sulla capacità dei suoi club di firmare giocatori dall’Europa.
Dopo aver lasciato formalmente l’UE l’1 gennaio 2021, sta cominciando a diventare chiaro cosa comporta la separazione dal continente per il calciomercato del Regno. Con una litania di nuove regole e l’entrata in vigore di regolamenti più stringenti, la Brexit sta già complicando il lavoro a diversi allenatori, alcuni dei quali non erano riusciti a prevedere quanto stava per accadere.
Il problema delle nuove regole
Nessuno più di Sam Allardyce, coach del West Bromwich Albion, è riuscito ad esemplificare il fallimento nel prevedere come la Brexit avrebbe impattato il calciomercato britannico; e forse ora starà rimpiangendo di aver votato leave.
Intervistato nel 2018 su cosa avrebbe votato, “Big Sam” ha maledetto l’UE e ha affermato che era giunto il momento per il Regno Unito di lasciare la comunità europea. “Sono fuori”, ha dichiarato al Sun, “la mia sensazione è che l’Unione europea non stia portando alcun vantaggio al Regno Unito”.
Tuttavia, dopo aver visto il suo desiderio materializzarsi con l’uscita formale di Londra dall’UE, Allardyce si è sorpreso nello scoprire che le nuove regole in vigore avrebbero comportato maggiori difficoltà e complicazioni per l’acquisto di giocatori dall’Europa.
“Ho già avuto tre giocatori che avrebbero voluto e potuto trasferirsi, ma ai quali è stato negato il permesso” ha dichiarato alla stampa, dopo l’ennesima sconfitta. “È una vergogna. Per via delle nuove regole sui permessi, è stato loro impedito di entrare nel Paese, mentre prima avrebbero potuto farlo”.
Il regolamento a cui Allardyce si riferisce ha tutta l’aria di diventare un ostacolo reale per alcuni trasferimenti nel futuro. Mentre prima i club inglesi potevano completare trasferimenti con l’Europa con relativa facilità, ora ogni giocatore proveniente dal continente necessita di un permesso di lavoro. Questo potrebbe voler dire l’annullamento di alcuni accordi che in precedenza sarebbero stati possibili.
Inoltre, mentre in generale qualsiasi trasferimento necessita di scartoffie aggiuntive, la possibilità di firmare giocatori under 18 è stata completamente proibita. Le nuove regole stabiliscono che i giocatori debbano avere più di 18 anni per potersi trasferire nel Regno Unito, il che significa che diversi trasferimenti come quello di Cesc Fabregas all’Arsenal oppure, più di recente, di Jadon Sancho al Borussia Dortmund non saranno più permessi.
L’opportunità per la Nazionale
Sebbene il divieto di trasferimento per gli under 18 impedirà ai club inglesi di rastrellare i futuri prodigi europei, cosa che impatterà la qualità del gioco a livello di club, per la Nazionale inglese le nuove restrizioni potrebbero essere una vera e propria manna dal cielo.
Mentre i regolamenti più stringenti potrebbero danneggiare i piani di mercato degli allenatori e sancire la fine dell’era delle future stelle europee, per i giovani talenti britannici potrebbe significare più di un’occasione per crescere con una minore concorrenza dal continente.
Con giovani giocatori inglesi, gallesi, scozzesi e nordirlandesi aventi ora la possibilità di sviluppare le loro abilità a livello di accademico, la qualità del talento proveniente dal settore giovanile alla finirà per migliorare. Questo potrebbe rispondere al sogno dell’Inghilterra di riportare a casa un trofeo internazionale per la prima volta dal 1966.
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I club cominceranno a guardare altrove?
Quella che potrebbe essere una buona notizia per le società europee, le quali potranno tenere i propri migliori giocatori fuori dai radar della Premier, potrebbe rivelarsi una pessima notizia per quelle sudamericane. Si prevede infatti che con maggiori ostacoli nel cercare di firmare atleti dal continente, i club inglesi volteranno lo sguardo a sud-ovest, verso l’America Latina. Le società sudamericane che sperano di trattenere i propri giovani talenti il più possibile potrebbero riscontrare difficoltà crescenti, nel caso in cui i club inglesi dovessero cominciare a fondo i processi di scouting e selezione.
Per i fan delle leghe inglesi che sognano di guardare giocatori tecnici e abili in azione, tutto questo potrebbe non essere una brutta notizia, dal momento che un afflusso di giocatori sudamericani in Premier League e nelle leghe inferiori potrebbe aggiungere ancora più eccitazione al gioco.
Le principali leghe in Inghilterra sono già piene di talenti da Brasile, Argentina e Uruguay, ma altri ancora potrebbero arrivarne e unirsi ai vari Aguero e Cavani, poiché che i club inglesi saranno costretti a cercare altrove rispetto all’Europa per via delle difficoltà burocratiche dei trasferimenti dal continente.
Con l’uscita formale della Gran Bretagna dall’UE ufficializzata solamente nei mesi scorsi, siamo ancora agli inizi della vicenda, per cui è difficile prevedere come tutto questo influenzerà sia il calciomercato sia lo sviluppo dei giovani talenti britannici. Nel tempo il quadro dovrebbe diventare più chiaro, ma se la prima finestra di calciomercato post-Brexit ha dimostrato qualcosa è che il trasferimento dei giocatori dall’Europa diventerà sempre più complicato.
Basta chiedere a Sam Allardyce.
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