Restrizioni viaggi UEFA
Il logo della Uefa negli uffici di Nyon (Photo by FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

Restrizioni viaggi UEFA – In vista delle fasi a eliminazione diretta di Champions League ed Europa League, la UEFA ha pubblicato le norme speciali da seguire per la disputa degli incontri in caso di problematiche derivanti dall’emergenza Coronavirus.

Qualora vi fossero delle restrizioni ai viaggi – per i padroni di casa o per gli ospiti – in grado di compromettere il buon esito degli incontri, i club dovranno informare la UEFA per tempo, e in particolare:

  • entro l’8 febbraio 2021 per gli ottavi di andata di Champions e per i sedicesimi di Europa League;
  • entro il 1° marzo 2021 per gli ottavi di ritorno di Champions e per gli ottavi di Europa League;
  • entro il 29 marzo 2021 per i quarti di Champions e di Europa League;
  • entro il 19 aprile 2021 per le semifinali di Champions e di Europa League.

In caso di problematiche, la UEFA ha disposto una serie di passaggi a seconda del fatto che le restrizioni ai viaggi siano imposte agli ospiti dal Paese ospitante, o che le restrizioni siano imposte agli ospiti dal Paese dal quale questi ultimi provengono.

Restrizioni viaggi UEFA – Il primo caso

Per quanto riguarda la prima ipotesi, la UEFA spiega che «se le restrizioni imposte dalle autorità nazionali/locali del paese del club padrone di casa si applicano al club ospite, il club di casa deve proporre una sede alternativa adatta che può essere in un Paese neutrale (all’interno del territorio di una federazione membro della UEFA), che consentirebbe la disputa della partita senza restrizioni per entrambi i club».

«Il club di casa – si legge ancora – rimarrà responsabile dell’organizzazione della partita e di tutti i relativi costi. Se il club di casa non riesce a proporre un luogo alternativo idoneo e una riorganizzazione della partita in un luogo alternativo e/o la data non lo consente, la società in questione sarà ritenuta responsabile della mancata disputa del match e la gara sarà dichiarata annullata dall’Organo di Controllo, Etica e Disciplina UEFA, con il club di casa che sarà considerato sconfitto per 3-0».

Restrizioni viaggi UEFA – Il secondo caso

Per quanto riguarda invece la seconda ipotesi, la UEFA ha chiarito che «se le restrizioni imposte dalle autorità nazionali/locali del Paese del club ospite si applicano alla trasferta del club in visita per giocare la partita o al suo ritorno a casa dopo la gara, il club di casa deve proporre una sede alternativa adeguata che può essere in territorio neutrale (quello di una Federazione membro UEFA) che consentirebbe lo svolgimento della partita e non comporterebbe per gli ospiti restrizioni sui viaggi in entrambe le direzioni».

«Se la squadra di casa non propone tale sede alternativa adeguata, l’amministrazione UEFA prenderà una decisione finale sulla sede della gara e/o sulla data della partita. La società di casa rimarrà responsabile dell’organizzazione della partita ed entrambi i club condivideranno i relativi costi in egual misura», si legge ancora.

«Inoltre – conclude la UEFA – un importo pari al 10% della quota iniziale di partecipazione verrà detratto dai pagamenti dovuti al club ospite e versato al club di casa come compensazione. Se una delle squadre si rifiutasse di prendere parte alla gara, questa sarà ritenuta responsabile della mancata disputa del match e sarà dichiarata la sua sconfitta per 3-0».