quanto vale vincere streif
Il traguardo della Streif (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

L’università dello sci apre le porte alla Coppa del Mondo, ma senza glamour e tifosi. Il circo bianco arriva a Kitzbühel in quella che, normalmente, è la tre giorni più glamour di tutta la stagione, il Gp di Monaco dello sci. Ma, complice la pandemia, quest’anno il centro sarà solo la Streif, senza eventi collaterali e senza il classico parterre di celebrità. Restando tuttavia l’evento più più ricco e seguito, anche in tv, dove nelle scorse stagioni ha avuto un’audience complessivo a livello mondiale di circa 44 milioni di spettatori.

La pista Streif sarà così il solom palcoscenico dello spettacolo, con i suoi 3.312 metri di lunghezza e 860 metri di dislivello che ne fanno una delle piste più belle e difficili dell’intero circo bianco, nonché una delle discese storiche. La prima gara ufficiale International Hahnenkamm Races si è svolta infatti il 28-29 marzo del 1931 e quella di quest’anno sarà la 79esima edizione.

Oltre 3km di discesa in cui «lo stomaco arriva perfino a rivoltarsi», parola dell’ex azzurro Kristian Ghedina, che è riuscito a domarla trovando il successo nel 1998 e altri due podi, 3° nel 1995 e 2° nel 2000. Mausefalle (muro con pendenza all’85% che diventa un salto di 80 metri per gli sciatori), Steilhang, Brückenschuss, Hausbergkante e Zielsprung, alcuni dei settori della Streif, sono  nomi che ancora mettono i brividi a molti sciatori. Ma anche nomi che negli ultimi anni hanno portato fortuna all’Italia: dal 2013 sono arrivati ben quattro successi azzurri, tre di Dominik Paris (2013, 2017 e 2019) e uno di Peter Fill (2016).

Niente glamour, però, dicevamo, per quello che viene considerato il “Gp di Montecarlo” della Coppa del Mondo di sci. Perché erano tanti i vip ogni anno presenti, con Arnold Schwarzenegger e Dietrich Mateschitz (proprietario della Red Bull, uno degli sponsor principali dell’evento) tra le certezze. Con feste anche particolarmente glamour negli anni scorsi, come quella dedicata ai Weißwurst allo Stanglwirt: oltre 8.000 wurstel per 2.500 ospiti, con costo d’ingresso da 145 euro.

Non ci sarà nemmeno il solito pienone di tifosi. Il record è del 1999, quando nel weekend ad assistere le gare furono 99mila spettatori di cui 53mila per la sola discesa, primato dal 1977 ad oggi. L’anno scorso furono 86.500 gli spettatori (50mila per la discesa), mentre il record in tripla cifra è stato solo sfiorato nel 2017 98mila nel weekend (50.000 per la discesa).

Cifre che hanno comunque ad un indotto record per la zona. Il budget di spesa classico per organizzare la gara è di circa 8,5 milioni di euro (coinvolgendo oltre 1.450 persone), con un ritorno importante: i ricavi stimati per tutta l’area di Kitzbühel in una stagione normale si aggirano infatti intorno ai 47 milioni di euro. La maggior parte delle entrate arriva da diritti tv e sponsor (valgono tra il 35% e il 40% ciascuno), poi dagli spettatori (20-25%) e altri ricavi (1-5%).

Quest’anno, però, ovviamente è particolare: senza pubblico il budget è pari a un terzo in meno, quindi circa 5,7 milioni di euro, considerando le cifre da risparmiare e la minor necessità anche di addetti (quest’anno sono solo 750). Senza tifosi, il giro d’affari si dovrebbe ridurre intorno a circa 35/40 milioni di euro: cifra comunque considerevole per la gara centrale dell’intera stagione della velocità.

Un evento che richiama sempre più l’interesse mediatico, e non è un caso che l’impatto dei diritti tv sia in crescita. La prima gara è stata trasmessa in tv nel 1959: oggi sono presenti 45 emittenti tv e 30 radio a raccontare la gara in diretta, con oltre 580 giornalisti accreditati da trenta diverse nazioni.

Un indotto che in parte finisce anche nelle tasche degli atleti. Nel 1992 per i primi tre era previsto un montepremi complessivo di 16.351 euro per la discesa: 27 anni dopo, quest’anno in palio ci sono 140mila euro nella discesa di oggi (recupero di Wengen) per i primi trenta (dai 52mila del primo ai 700 euro del trentesimo), 220.000 euro per i primi trenta nella discesa di sabato (da 81mila euro del primo a 1.000 euro per il trentesimo) e 160 mila euro per il superg di domenica (da 60mila per il primo a 800 euro per il trentesimo), per un totale di 520mila euro solo per le gare veloci. Dominik Paris, che in discesa dal 2013 ha colto tre vittorie e un secondo posto, dalla Streif ha portato a casa oltre 260 mila euro: un bel bottino per essersi laureato tre volte all’Università dello sci.

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