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“La Lega Pro per crescere deve superare i confini locali e diventare un campionato di vero interesse nazionale. Il primo punto per farlo è avere un title sponsor sul modello delle serie A e B”. Andrea Borghini è uno dei due candidati alla presidenza della Lega Pro alle elezioni che si terranno martedì 12 gennaio. L’altro è il presidente uscente Francesco Ghirelli
Il dirigente toscano, con un passato come manager alla Carrarese, punta molto sulla possibilità di associare il campionato di lega Pro a quello di un’azienda che aiuti a sopportare i costi di gestione della società della terza serie, divenuti “impossibili” anche a causa del Covid
Pertanto, ha spiegato, uno dei suoi primi obiettivi se sarà eletto sarà “quello di rivolgersi ai presidenti delle sessanta società di Lega Pro dicendo loro che non possiamo più aspettare. Per fare l’ambito salto di livello dobbiamo prendere ispirazione da chi fa meglio di noi. Dalla stagione 2021/22 la Lega deve avere un title sponsor a cui dare in cambio non solo visibilità su tutti i nostri campi e le nostre città ma anche dei progetti seri e concreti”.
Borghini parla già di un piano pronto: “Sono convinto che il progetto può partire subito in via sperimentale dai play-off di questa stagione e in maniera organica dalla prossima stagione. Ho già pronto un piano di marketing da offrire a potenziali title sponsor che potranno avere un ritorno tangibile e immediato”.
Interessante è il paragone con il settore utility, dove in molte città, i fornitori di energia sono aziende municipalizzate o regionali. “Le nostre squadre hanno tifosi prettamente locali e in questo senso le nostre squadre sono patrimoni cittadini proprio come le aziende municipalizzate”.
Borghini ha poi proseguito: “In questi ultimi giorni ho parlato con molti presidenti e quasi tutti mi hanno indicato come priorità trovare risorse economiche. A loro ho detto che la Lega deve anche fare questo. Diventare uno strumento per portare risorse alle società e rendere il campionato più sostenibile economicamente”.
“Vi faccio un esempio”, conclude Borghini, “in Inghilterra la terza serie del calcio dal 2013 ha un title sponsor questo vuol significare, con tutte le proporzioni del caso, che il modello può essere vincente e si può adottare in Italia da subito”.