Investimenti John Elkann
John Elkann (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Un interessante particolare sulla fusione tra Peugeot e Fca che ha dato vita a Stellantis è stato rivelato oggi sulle colonne di MF Milano Finanza.

Il quotidiano finanziario scrive infatti che Stellantis è anche il nome di una fondazione di diritto olandese che potrebbe bloccare tentativi di scalata ostile al quarto gruppo automobilistico al mondo. In particolare lo scorso 24 dicembre ad Amsterdam è stata costituita la Stichting Stellantis Svs che ha come amministratori due manager di Fca, Giorgio Fossati e Fabio Spirito.

Nel prospetto di fusione si specifica che la fondazione Stellantis Svs disporrà di un diritto di opzione di durata illimitata che le consente di sottoscrivere le azioni a voto speciale di classe A presenti nel capitale sociale del gruppo.

Lo statuto di Stellantis prevede infatti che i detentori di azioni Stellantis per un periodo ininterrotto di almeno tre anni possano ricevere un’azione a voto speciale in aggiunta a ciascuna azione ordinaria posseduta. Così, stimano gli analisti, Exor (14,4%), Maillot 1 della famiglia Peugeot (7,2% con possibilità di salire all’8,5%), Bpifrance (6,2%) e Dongfeng (5,6%) potrebbero presto controllare oltre la metà dei diritti di voto in Stellantis. Non è detto però che tanto basti a blindare il controllo ed è qui che entrerebbe in gioco la fondazione.

In base alla bozza di statuto, infatti, il board di Stellantis potrà stabilire in dettaglio compiti e poteri della fondazione che potrebbe anche limitarsi ad assolvere un ruolo meramente tecnico.

Secondo quanto  riporta Mf Milano-Finanza, tuttavia, lo strumento della stichting olandese è spesso adoperato dagli azionisti rilevanti per proteggere la società da scalate ostili di terzi o da iniziative di alcuni soci non condivise dagli altri. Il diritto di opzione conferito alla fondazione si sostanzierebbe insomma di una sorta di potere di veto dei soci di riferimento a garanzia dell’assetto di governance stabilito negli accordi di fusione.

In questo quadro rientrano anche da un lato il lock-up triennale che impedisce a Exor, Peugeot e Bpifrance di ridurre le proprie partecipazioni al di sotto delle soglie concordate, dall’altro l’obbligo di standstill che proibisce agli azionisti di riferimento di incrementare le quote in Stellantis per un periodo di sette anni.

Quest’ultima restrizione, peraltro, può venire meno per un socio se vi è il consenso degli amministratori nominati dagli altri soci oppure per tutti gli azionisti di riferimento se vi è un’offerta di fusione o di acquisizione della maggioranza del capitale di Stellantis da parte di un gruppo terzo.