Dan Friedkin (Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Un progetto praticamente fermo da 3.246 giorni, nonostante siano cambiati sindaco e pure la proprietà. E un piano B che diventa sempre più l’ipotesi principale. In casa Roma anche con il passaggio del club nelle mani di Dan Friedkin la questione stadio rimane uno degli argomenti principali sul tavolo. Senza, però, sviluppi positivi sul breve termine: tanto che potrebbe anche naufragare interamente il progetto del nuovo stadio.

A febbraio saranno nove anni, infatti, dalla decisione di sviluppare a Tor di Valle il progetto per costruire il nuovo impianto, una idea presentata ufficialmente poi il 30 dicembre 2012. Un piano che si è impantanato tra burocrazia e indagini della magistratura e che soprattutto rischia ogni giorno che passa di non vedere mai la luce.

Ufficialmente, infatti, l’opzione principale rimane Tor di Valle: ufficiosamente, secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, negli ambienti vicini a Friedkin ormai però il progetto sui terreni ora pignorati da Eurnova è ritenuto impossibile da portare a realizzazione. E non solo per le difficoltà burocratiche, ma anche perché inizialmente Parnasi avrebbe investito circa 300 milioni per il business park: ora, tra Covid e difficoltà economiche, nessuno sembra intenzionato a fare un investimento del genere e pure Vitek si è sfilato.

Il progetto si starebbe quindi allontanando sempre più da Tor di Valle. Per andare verso dove? Negli ultimi mesi, le proposte a Friedkin non sono mancate: in sostanza, di fatto, chiunque avesse la proprietà di un terreno abbastanza grande per costruire lo stadio ha fatto pervenire una proposta al club giallorosso.

L’opzione ideale tuttavia secondo l’entourage dell’imprenditore texano è una sola: lo stadio Flaminio. Ideale non solo perché lì uno stadio c’è già ed è ad oggi sostanzialmente abbandonato, ma anche perché la zona è senza dubbio più centrale rispetto a Tor di Valle. E non sarebbe nemmeno un problema la demolizione, nonostante il vincolo posto dalle Soprintendenze sull’impianto progettato da Nervi, grazie all’emendamento detto “Sblocca stadi” inserito da Italia Viva nell’ultimo DL Semplificazioni. Serve tuttavia il via libera della politica, perché senza è impossibile muoversi.

Una situazione comunque intricata, e non è nemmeno da scartare l’ipotesi che, alla fine, lo stato delle cose rimanga quello attuale: ovverosia che la Roma possa anche rimanere all’Olimpico. Anche perché, secondo fonti vicine ai Friedkin, in questo momento non c’è nemmeno l’idea che il nuovo stadio sia davvero così necessario.

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