Cavalieri del Lavoro
John Elkann (Insidefoto)

Le dimissioni da ceo di Ferrari di Louis Camilleri, arrivate nella tarda serata italiana di ieri, sono dovute come ha ammesso lo stesso manager di origine maltese a motivazioni personali.

Una positività al Covid (ora però le condizioni sarebbero migliorate), sembra avere fatto maturare all’ormai ex numero uno operativo di Maranello la decisione di prendersi un periodo di riposo. Non a caso sempre ieri Camilleri ha lasciato anche il suo incarico di presidente esecutivo di Philip Morris, il colosso del tabacco nel cui portafoglio brand figura anche il celebre Marlboro.

Insomma non c’è stata nessuna rottura traumatica tra il manager maltese ed Exor, la holding degli Agnelli-Elkann guidata da John Elkann che oltre a Fca e alla Juventus controlla tra le altre anche Maranello con il 22,9% del capitale e con il 36,8% dei diritti di vota per via della norma sul voto maggiorata prevista dalla legislazione olandese ( Ferrari da qualche anno ha sede legale nei Paesi Bassi) .

Tanto più che la scuderia emiliana, al di là della pessima stagione vissuta sulle piste di Formula 1, continua a ottenere grandi risultati in termini finanziari, nonostante l’emergenza Covid.

L’ex ceo della Ferrari Louis Camilleri, al centro (Photo by Charles Coates/Getty Images)

Nel terzo trimestre la Rossa ha infatti registrato un utile di 171 milioni (in crescita di 2 milioni rispetto allo stesso periodo 2019) e secondo un recente report di Ubs il 2020 si dovrebbe chiudere per Ferrari con un fatturato a 3,4 miliardi e un utile operativo a 726 milioni. Non a caso in borsa il titolo, dopo una apertura in calo di circa l’1,5%, sta ora recuperando terreno.

Questo dovrebbe agevolare non di poco il lavoro di John Elkann nella ricerca di un nuovo ceo per Maranello. Insomma in casa Exor non si stanno vivendo i giorni tragici del luglio 2018 quando l’improvviso peggioramento delle condizioni di salute di Sergio Marchionne, allora ceo di Fca e presidente e ceo di Ferrari, costrinse Elkann ad agire con molta velocità nella ricerca dei successori del manager italo-canadese per il Lingotto e la scuderia emiliana.

Secondo quanto trapela, infatti la ricerca del nuovo ad di Maranello sarebbe gà iniziata ma Elkann ha già messo in conto di passare molto più tempo sul dossier Ferrari. Prima però ci sarà la chiusura della fusione tra Fca e Psa Peugeot nei primi mesi del 2021. Ma qui tutto ormai sembra tuto deciso anche nei dettagli. Con Elkann sarà il presidente del nuovo gruppo che si chiamerà Stellantis.

Per quanto riguarda i sostituti alla carica di ceo, in passato, tra i papabili, come spiega Il Sole 24 Ore, si erano inseguite le voci su

  • Vittorio Colao,
  • Stefano Domenicali, attuale CEO e presidente della Formula 1
  • Jonathan Paul Ive, ex chief design officer di Apple,
  • Diego Piacentini, dal 2016 al 2018 il ruolo di Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale per il Governo Italiano, nonché membro del cda di The Economist, settimanale inglese controllato da Exor
  • Luca Maestri di Apple.

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