Fenucci intervista Bologna
(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

L’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, ha rilasciato una lunga intervista a MF-Dow Jones, commentando il bilancio 2019/20 e spiegando come il club felsineo sta affrontando la stagione 2020/21. Il tutto con un occhio al futuro: dal restyling dello stadio Dall’Ara alle strategie per costruire una rosa competitiva.

Visto il rosso di 39,5 milioni, Fenucci ha spiegato che «sono previste immissioni di liquidità secondo un piano già condiviso con la nostra proprietà che conosce bene questo settore e ha una visione di medio-lungo termine. Quindi anche gli interventi finanziari sono programmati su un piano pluriennale».

«La proprietà continuerà a immettere risorse anche nell’esercizio 20/21, ma qualora le criticità perdurino per effetto dell’epidemia, potremo pensare anche a ricorrere a un ampliamento temporaneo delle linee d’indebitamento bancario», ha aggiunto Fenucci.

A proposito dei minori ricavi, l’ad ha giustificato questa situazione con gli effetti economici della pandemia. Una parte dei ricavi da diritti tv è stata trasferita al 2020/21, mancano poi i ricavi da hospitality e biglietteria e non è stato possibile realizzare plusvalenze.

Sulle misure adottate, Fenucci ha spiegato che «a maggio vi era stata la rinuncia a una mensilità della retribuzione da parte di dirigenti, staff tecnico e giocatori, cosa che ha aiutato a ridurre la struttura dei costi d’esercizio. Con l’azionista abbiamo comunque deciso di non ricorrere agli ammortizzatori sociali per tutte le altre figure professionali in organico. Per questa stagione 2020/2021, nonostante i cali di fatturato, i pagamenti degli stipendi di settembre sono stati effettuati regolarmente».

Su come bilanciare costi e ricavi: «La nostra missione, come quella di molte altre società, è quella di contemperare una visione di crescita sportiva con bilanci equilibrati e per far questo non si può prescindere dalla valorizzazione delle risorse giovani. La ristrutturazione completa dello stadio potrebbe portare nel tempo ricavi aggiuntivi che ci garantirebbero il pareggio operativo».

Sulla possibilità di non vendere i migliori talenti alle big: «Il nostro obiettivo è quello di migliorare costantemente, sviluppando i talenti giovani in modo da rendere il club sempre più performante sul campo. Cercheremo il più possibile di preservare i nostri gioielli, consapevoli del fatto che nel tempo si potrebbero rendere opportune alcune cessioni. Questo per ricavare ulteriori risorse da investire per la crescita competitiva del club».

In chiusura, una considerazione sull’operazione della Serie A con la cordata Cvc-Advent-Fsi: «Credo sia motivo di soddisfazione per la Lega che i club abbiano votato all’unanimità questa proposta. L’eventuale ingresso dei fondi potrebbe ottimizzare i processi di governance della Lega nella gestione dei diritti media in un momento di profonda trasformazione dei mercati di riferimento. Inoltre, la cessione di una quota della costituenda media company della Lega darebbe ai club nei prossimi anni le risorse finanziarie necessarie per migliorare il prodotto calcio soprattutto per quanto riguarda gli investimenti negli impianti».