Bergomi screzi Inter
(Photo by Enrico Locci/Getty Images)

L’ex difensore dell’Inter – e oggi commentatore tecnico a Sky – Beppe Bergomi è intervenuto a Cominciamo bene su Radio Nerazzurra per toccare diversi temi, dallo stato attuale della formazione guidata da Antonio Conte a momenti del passato.

Bergomi è partito dalla possibilità di un cambio modulo per i nerazzurri. «A partita in corso si può provare a cambiare, ma ora che già sei in ritardo toccare dei meccanismi diventa difficili. Capisco Conte, anche se in alcune situazioni si potrebbe pensare a dei piccoli spostamenti. Se passi a quattro devi comunque abituare i terzini a giocare in maniera diversa».

Poi, una battuta su Calciopoli: «Mai toccato l’argomento con ex giocatori della Juve? E’ un argomento abbastanza spinoso, spesso cercano di sorvolare. Io nei miei anni non ho vissuto Calciopoli, ma nel ’98 sentivi che qualcosa non quadrava nel sistema. Non so se sono negazionisti, ma quell’anno la Juventus era talmente forte che poteva vincere anche in maniera diversa. Mi fermo qui».

Sull’essere super partes durante le cronache dell’Inter: «Dico sempre le stesse cose: io nel cuore ho la mia squadra, ma lavoro per una tv che vive di abbonamenti. Loro fanno ricerche di mercato, quando tu firmi un contratto devi andare con le tue conoscenze, essendo più imparziale possibile. Anche la critica è sempre fatta in maniera costruttiva, tutti non li può accontentare».

«L’anno scorso ho fatto un percorso con l’Atalanta, mi sono divertito tantissimo ma non se n’è accorto nessuno. Se parlo di Inter e Juventus subentrano dei problemi, ma questo lo sa anche l’azienda. Poi quello che ho nel cuore lo so io», ha aggiunto Bergomi.

Bergomi torna anche sul tema Eriksen: «Il modulo lo condiziona, ne sono convinto anch’io. Per me Eriksen è un “sotto leader”, che ha bisogno di sentirsi coinvolto sennò fa fatica. Però onestamente dal Tottenham avrei preso Son o Kane, non Eriksen. Son se viene all’Inter fa bene. Figurati se ce l’ho con Eriksen, se fa bene io sono felice ma vedo che fa fatica a incastrarsi in questo sistema di gioco e nella nostra cultura calcistica. All’Inter mi hanno detto che era un’opportunità di mercato, ma l’ha voluto Conte? Non lo sapremo mai».

In chiusura, una battuta sulla possibilità di un suo ritorno all’Inter: «Per me è finita, nel senso che mi sono messo il cuore in pace. L’ultimo ad averci provato è stato Sabatini. Gli ho detto anche delle incomprensioni del passato, che nascono sempre dalle telecronache. Alla fine, mi ha detto che non c’erano le possibilità e allora mi sono messo il cuore in pace. Chi ci ha provato ancora di più è stato il povero Giacinto Facchetti ma non c’è stato nulla da fare».

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