Emirates perdite 2020

L’emergenza Coronavirus che ha quasi paralizzato il trasporto aereo in tutto il mondo e continua a fare danni tra le compagnie. L’ultimo vettore ad avere accusato il colpo è Emirates che nei primi sei mesi dell’esercizio ha messo a segno una perdita di 14,1 miliardi di dirham (circa 3,8 miliardi di dollari).

La prima perdita semestrale in 30 anni. Lo scorso anno aveva riportato un utile semestrale di 235 milioni di dollari. «A causa di questa situazione senza precedenti per l’industria dell’aviazione e dei viaggi, il gruppo Emirates ha registrato una perdita semestrale per la prima volta da oltre 30 anni», ha dichiarato il presidente della compagnia, lo sceicco Ahmed ben Said Al-Maktoum.

I ricavi – scrive il Sole 24 Ore – sono crollati del 74% perché l’aumento del traffico cargo non è riuscito a compensare il crollo del traffico passeggeri. Emirates ha tagliato circa un quarto dell’organico, cioè 26 mila posti nei sei mesi per portare il numero totale a 81 mila dipendenti. Durante la pandemia, la società ha ricevuto sostegno dal Governo di Dubai, da cui è controllata, con un’iniezione di 7,3 miliardi di dirham (circa 2 miliardi di dollari).

Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, dopo i tagli pesanti al personale e soprattutto ai piloti, Emirates si trova a corto proprio di un numero sufficiente di piloti da utilizzare per fare volare i suoi aerei: da 4300 piloti prima della crisi oggi la compagnia di Dubai ne impiega circa 2900.

Tra questi piloti “salvati” dalla mannaia dei licenziamenti, soltanto il 25% è addestrato per volare sugli A380, un numero non sufficiente per gli aerei in flotta. Il calcolo suggerisce che Emirates non abbia intenzione di riutilizzare la maggior parte di A380 diventati un peso per le compagnie di tutto il mondo che nella difficile fase come l’attuale prediligono aerei di dimensioni ridotte.

Come noto, Emirates è una società attiva anche nel mondo del calcio attraverso una serie di sponsorizzazioni. Si va dal maxi accordo con il Real Madrid a quello con il Milan per lo sponsor di maglia, fino all’intesa con la FA Cup, la principale coppa nazionale di calcio inglese.