Si può uscire dal comune di residenza dopo il nuovo Dpcm
(Photo Samantha Zucchi Insidefoto)

Si può uscire dal comune di residenza dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm? In molti se lo stanno chiedendo dopo l’entrata in vigore del provvedimento firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha introdotto nuove misure restrittive per contenere la diffusione del contagio da Covid-19. Misure entrate in vigore il 6 novembre ed efficaci, salvo proroghe, fino al 3 dicembre.

Il tema riguarda in particolare le cosiddette “regioni rosse”, caratterizzate da uno scenario epidemiologico “di tipo 4” e da un livello di rischio “alto” (ad oggi si tratta di Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria, cui si è aggiunta la Provincia autonoma di Bolzano) e si incrocia con un altro tema molto caro a chi, in questi giorni di lockdown, intende praticare attività sportiva a livello individuale in questi territori.

Le domande ricorrenti, specie tra coloro che non vogliono rinunciare alla pratica dell’attività sportiva, sono:

  • Posso andare a fare una passeggiata al parco, anche se il parco non si trova nel mio comune?
  • Posso andare a correre al parco, anche se il parco non si trova nel mio comune?
  • Posso fare un giro in bici al parco, anche se il parco non si trova nel mio comune?

Il governo ha provato a dare una risposta alla domanda “si può uscire dal comune di residenza” attraverso le FAQ pubblicate sul proprio sito web.

Si può uscire dal comune di residenza? Le FAQ del governo

Si può uscire dal comune di residenza dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm? Nelle FAQ il governo spiega che all’interno delle regioni rosse è vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione dei seguenti casi:

  • spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative;
  • spostamenti motivati da situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari);
  • spostamenti motivati da ragioni di salute.

Le FAQ chiariscono inoltre che nelle “regioni rosse”, caratterizzate da misure simili a quelle di un vero e proprio lockdown:

  • Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso.
  • Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista.
  • È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
  • È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.
  • Senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa, per il bene di tutti.

Si può uscire dal comune di residenza nelle regioni rosse? L’autocertificazione

Si può uscire dal comune di residenza nelle regioni rosse? Come visto, nei territori caratterizzati da livello di rischio elevato (Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano) gli spostamenti, anche tra comuni limitrofi, sono vietati, fatta eccezione per i casi indicati nel precedente paragrafo.

Ma è necessaria l’autocertificazione per spostarsi? La risposta è sì.

«Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti», si legge nelle FAQ del governo, «anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali».

«La veridicità delle autodichiarazioni», si legge ancora, «sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata».

Si può uscire dal comune di residenza nelle regioni rosse? Fare sport al parco

Attualmente è consentito, anche nelle regioni rosse, la pratica dell’attività sportiva a livello individuale e l’accesso a parchi, ville e giardini. Le norme del nuovo Dpcm restringono però i margini di manovra per chi vuole fare sport in un parco che non si trovi nel territorio del proprio comune ma in quello del comune confinante.

Questi sono i tre principi contenuti nel Dpcm di cui tenere conto:

  • L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento. È consentito, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.
  • Lo svolgimento di attività sportiva (la corsa, la bicicletta, ecc.) è consentito esclusivamente all’aperto e in forma individuale.
  • All’interno dei territori delle regioni rosse è vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione).

L’attività sportiva in forma individuale è dunque consentita all’aperto, anche in parchi e giardini pubblici, ma a condizione che il parco in questione si trovi all’interno del proprio comune.

Questo almeno l’interpretazione data dall’Ente Parco Nord Milano, cui fa capo un parco che si estende su una superficie di circa 790 ettari in un contesto metropolitano altamente urbanizzato nei Comuni di Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Bresso, Cormano, Cusano Milanino, Novate Milanese.

«Al momento», si legge sul sito del Parco Nord Milano, «è vietato il transito tra diversi Comuni e come sapete il nostro è un Parco sovracomunale al cui interno non sono tracciati i confini comunali, pertanto invitiamo runner e ciclisti a prestare attenzione ai percorsi effettuati e ad assumere un comportamento responsabile».