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(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ricorsi Roma Napoli – Dopo sette giornate la classifica di Serie A non è stata scritta solo dal campo ma è stata sporcata da penalità, ricorsi e asterischi, che, probabilmente, si protrarranno oltre la data dell’ultima giornata – 23 maggio – e potrebbero essere decisiva nella stesura della stessa. Come spiega la Repubblica: l’ultima parola non la scriveranno i giocatori ma i giudici.

Ieri sono stati respinti i due ricorsi di Roma e Napoli, alle quali è stata inflitta la sconfitta a tavolino, con anche la penalizzazione di un punto per gli azzurri.

La Corte sportiva d’appello della Federcalcio ha confermato la sconfitta per 3-0 a tavolino per la Roma, per un errore nella compilazione delle liste nella gara di Verona lo scorso 19 settembre. Diawara scese in campo senza essere stato inserito nell’elenco dei 25, dove pure c’era posto: erroneamente era stato considerato ancora un under. Il collegio sceglie la fermezza: il regolamento è chiaro e va rispettato.

La società giallorossa valuta ulteriori azioni, come dichiarato dal Ceo Fienga: «Si è persa un’occasione per intervenire e modificare un’evidente lacuna normativa, ma soprattutto non si è voluto evitare che venisse comminata una sanzione palesemente sproporzionata rispetto al fatto commesso. Riservandoci di analizzare ulteriori nostre azioni ci limitiamo a prendere atto che si è semplicemente deciso per una drastica chiusura a qualsiasi ipotesi di revisione di tale norma che riteniamo iniqua e ingiusta».

Dura nei toni e nelle motivazioni la sentenza che ha invece respinto le pretese del Napoli, che il 4 ottobre non si presentò a Torino per giocare contro la Juventus, in nome di un dichiarato stop della Asl per la positività al Coronavirus di Zielinski ed Elmas. La Corte, presieduta da Piero Sandulli, ribadisce la sconfitta a tavolino e un punto di penalità, automatico in questi casi.

Il presidente di sezione sottolinea come la partita non si sia giocata non per «una causa di forza maggiore» ma per «una scelta volontaria, se non addirittura preordinata» del club azzurro, e sottolinea che «non emerge, in alcun modo, l’esistenza di un impedimento oggettivo per la Società ricorrente di disputare l’incontro di cui è procedimento. Ciò che emerge è, invece, la preordinata volontà della Società ricorrente di non disputare la gara».

Il club di De Laurentiis non ci sta e ha preannunciato il ricorso al Collegio di garanzia presso il Coni: «La SSCN prende atto della decisione della Corte Sportiva d’Appello ed è già al lavoro per preparare il ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni. La SSCN non condivide in toto la sentenza che getta ombre inaccettabili sulla condotta della Società trascurando documenti chiarissimi a suo favore e delegittima l’operato delle autorità sanitarie regionali».

Sulla classifica pende, teoricamente, anche il caso dei test alterni della Lazio. Indagano la procura federale FIGC e quella ordinaria di Avellino, che ha disposto le controanalisi sui tamponi. La posizione del club di Lotito è tutta da chiarire, ma una responsabilità nella violazione del protocollo porterebbe almeno una penalizzazione in classifica. Con altro giro di ricorsi.