Fiorentina nazionali Asl bolla
(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Fiorentina nazionali Asl bolla – Milenkovic, Vlahovic, Martinez Quarta, Amrabat e Caceres (quest’ultimo partirà domattina), hanno lasciato la bolla della Fiorentina, istituita dopo la positività di Callejon, per raggiungere le loro Nazionali per amichevoli, Nations Cup e qualificazioni europee. Hanno così lasciato l’Italia senza attenersi alla prescrizione dell’Autorità sanitaria locale di rimanere in bolla.

Un caso simile a quello che ha coinvolto Cristiano Ronaldo dopo la sfida mancata con il Napoli, e su cui sia la procura federale sia quella della repubblica di Torino hanno aperto un fascicolo.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, La Fiorentina ha compreso la decisione dei giocatori visti gli impegni ravvicinati delle Nazionali, ma ha segnalato alla procura federale il caso della rottura della bolla. Peraltro il club viola si è trovato fra due fuochi perché un eventuale no al viaggio in Nazionale avrebbe comportato un divieto di impiego per la prossima partita di campionato come da regolamento Uefa.

Intanto si è sbloccata la situazione del Sassuolo, mentre a Crotone il club precisa che la squadra non è in bolla e quindi non c’è stata la necessità di nessun pronunciamento della Asl per la partenza dei giocatori chiamati in Nazionale.

Ancora complicata è invece la situazione della Roma. Qui la sequenza delle positività – lunedì era toccato a Fazio, Santon e Lorenzo Pellegrini, ieri è arrivata quella di Kumbulla – ha portato la Asl Roma 2 a mantenere un atteggiamento di prudenza per evitare il rischio di esportare un potenziale contagio. Si monitora la situazione quotidianamente, oggi nuovo giro di tamponi, e la speranza è che Cristante, Mancini, Mkhitaryan e Ibanez possano essere «liberati» nei prossimi giorni.

Ieri non ci sono stati contatti fra Gravina e Spadafora, dopo che la Federcalcio, tramite le parole del presidente Gravina, aveva lanciato l’allarme sulla mancata «uniformità» dell’atteggiamento delle Asl. “Sono preoccupato per il mancato coordinamento di alcune Asl, perché la mancata disponibilità di calciatori a livello internazionale comporta delle sanzioni. Ci siamo mossi con i ministri competenti. L’Italia da questo punto di vista non sta facendo una bella figura internazionale” sono state le parole del numero uno della Figc.

Le Asl rivendicano però il diritto di valutare i singoli casi in base alle curve dei contagi dei singoli territori. Difficile che si possa arrivare a un accordo quadro o a una nuova prassi in queste ore, piuttosto risolvere sul territorio le vertenze ancora aperte.