(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

“La cosa importante era riuscire ad intervenire in diretta o quasi. Negli ultimi mesi le forze dell’ordine sono riuscite a mandare un messaggio in diretta a chi utilizzava questi servizi illegali, permettendo così di individuare il soggetto finale”. Lo ha detto l’ad della Lega Serie A Luigi De Siervo, intervistato da Sky Sport 24 per commentare l’operazione della GDF e della Polizia che ha portato alla chiusura di 5.500 siti e canali illegali.

“Le persone singole che pensano di trovare una scorciatoia gratuita rischiano una ammenda da 2.582 a 25.822 euro. La vittoria di oggi non riguarda soltanto il mondo dello sport, ma tutta industria della creazione dei contenuti che viene gravemente danneggiata dalla pirateria”, ha proseguito.

“Gli inquirenti riescono ora a ripercorrere la strada a ritroso partendo da quello che lasciamo dietro di noi quando interagiamo con i nostri strumenti digitali, fino all’utente finale. Le persone hanno pensato che esistesse una modalità di accesso gratuita ai contenuti come film e sport, ma bisogna capire che non è così”.

“Si tratta di reati, sono operazioni gestite da crimanlità organizzata, ma le persone devono sapere che si macchiano di un reato penale. Bisogna contiuare a spiegarlo, la Lega Serie A continuerà ad investire per cercare di spiegarlo a tutti. È giusto che gli utenti che pagano continuino a farlo in un sistema di legalità. Se non riusciamo a stoppare la pirateria non morirà solo il calcio, ma morirà una intera industria di contenuti”, ha concluso De Siervo.

Oscurati 5.500 siti e canali pirata: confisca per 10 milioni