(Photo Samantha Zucchi Insidefoto)

Un vaccino anti-Covid sviluppato congiuntamente dalla Pfizer e BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso. Lo ha annunciato il presidente della Pfizer, Albert Bourla.

La Biontech tedesca conferma l’annuncio della Pfizer, annunciando in una pubblicazione di voler chiedere l’autorizzazione per la produzione, insieme alla stessa Pfizer, la settimana prossima all’ente FDA americano.

«I risultati dimostrano che il nostro vaccino a base di mRna può aiutare a prevenire il Covid-19 nella maggior parte delle persone che lo ricevono. Ciò significa che potenzialmente siamo ad un passo dal fornire alle persone in tutto il mondo una svolta tanto necessaria per contribuire a porre fine a questa pandemia globale», ha affermato Bourla in un lettera pubblicata sul sito dell’azienda farmaceutica americana.

«Al momento non possiamo richiedere l’autorizzazione all’Fda per l’uso in emergenza del vaccino solo sulla base di questi risultati di efficacia – precisa – Sono necessari infatti più dati sulla sicurezza, che stimiamo arrivino nella terza settimana di novembre, come parte del nostro studio clinico che è ancora in corso».

Bourla ha sottolineato anche che l’azienda, che lavora sul vaccino in collaborazione con BionTech, «sta lavorando per dimostrare che il vaccino può essere prodotto in maniera costante soddisfando gli standard di qualità» perché ricorda il presidente di Pfizer «l’efficacia, la sicurezza e una produzione costante, sono i tre requisiti necessari prima di chiedere l’autorizzazione».

«Voglio ringraziare le migliaia di persone che si sono offerte volontarie per partecipare alla sperimentazione clinica – ha concluso il presidente di Pfizer – i nostri collaboratori e ricercatori, i colleghi in tutto il mondo che stanno dedicando il loro tempo a questo compito cruciale. Non avremmo potuto arrivare a questo punto senza il grande impegno di tutti, la loro dedizione e il loro coraggio sono le ragioni per cui continuiamo a credere che la scienza vincerà».