premio Prisco Marotta
Giuseppe Marotta. amministratore delegato dell'Inter (foto Antonello Sammarco/Image Sport/Insidefoto)

Ci sono ancora diversi dubbi sulle partenze dei calciatori per le partite delle nazionali. La difformità da un’Asl all’altra nelle varie Regioni d’Italia ha scombussolato il calcio italiano. Di fronte al trattamento diverso da un luogo a un altro sulla gestione dei convocati, l’Inter ha deciso di prendere di petto la situazione.

In particolare, è l’ad nerazzurro Beppe Marotta a scagliarsi contro il diverso trattamento da parte delle Asl: «Questa situazione è iniqua, siamo rammaricati: invochiamo l’intervento del ministero dello sport. Così i campionati vengono alterati», ha detto.

L’Inter ha infatti visto partire i suoi nazionali diretti all’estero, la stragrande maggioranza già ieri sera dopo la partita di Bergamo. Due giorni fa infatti – spiega la Gazzetta dello Sport – la società nerazzurra aveva interrogato la Asl di Milano sul comportamento da tenere con i nazionali, visto che il gruppo squadra è in isolamento fiduciario dopo la positività di Padelli.

Ma la Asl milanese ha risposto come già fatto un mese fa con il Milan: via libera, a patto che i trasferimenti siano privati. «Ma è assurdo che le Asl si comportino in modo diverso da Roma 1 o Roma 2, o da Milano a Firenze. C’è la zona d’ombra nella mancanza di centralità di questa gestione. In questo modo ogni Asl diventa centrale nella gestione dei club».

«Vado oltre: se davanti a un caso di positività questa è la gestione complessiva della situazione – ha aggiunto Marotta –, allora dico “boicottiamo le nazionali”. Sì, lo dico sul serio. Qui ne va della credibilità del sistema».

«Il calcio deve andare avanti, fa comodo a tutti. E allora il Governo ci dia una mano. E fissi regole certe. Se dovesse servire un momento di stop, propongo di fermarci tutti per 15 giorni, fissare un regolamento chiaro e uguale per tutti, e poi si riparta. Questa è una brutta figura per tutto il calcio italiano», ha concluso l’ad dell’Inter.