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Emendamento Mediaset Vivendi – La legge Gasparri sta per andare in soffitta, mentre il governo spezza una lancia a favore di Mediaset – e in generale del sistema italiano delle comunicazioni – con una norma che renderà più difficile portare a termine acquisizioni nel settore delle tv e dei giornali senza una sorta di controllo pubblico di congruità.

Come spiega Repubblica, la prima conseguenza sarà mettere al riparo le aziende di Silvio Berlusconi dall’assalto della francese Vivendi. Il ministero dello Sviluppo economico del grillino Stefano Patuanelli ha infatti preparato un emendamento che anticipa in parte il riordino complessivo del settore. Che l’esecutivo intende mettere in cantiere il prossimo mese, insieme alla legge di Bilancio.

La questione nasce dalla Corte di Giustizia europea, che aveva dichiarato contrarie al diritto dell’Ue le regole che impedivano a Vivendi di scalare Mediaset. Un colpo al Biscione e ai “tetti” stabiliti per acquisire il controllo di società attive nel settore dei media.

Un vuoto normativo a cui il Governo vuole porre rimedio. La nuova normativa, infatti, stabilirà che in questo settore sarà compito dell’Autorità di Garanzia per le comunicazioni valutare se le acquisizioni possano compromettere il pluralismo dell’informazione.

Quindi, se Vivendi vorrà assumere il controllo delle tv berlusconiane, non potrà semplicemente rastrellare le azioni sul mercato o lanciare un’opa, ma dovrà chiedere l’autorizzazione all’Agcom. La decisione sarà presa anche sulla base «dei ricavi, delle barriere all’ingresso nonché del livello di concorrenza nei mercati coinvolti».

A Palazzo Chigi oggi verrà deciso se questa norma sarà immediatamente inserita nel testo del decreto o se si affiderà il suo inserimento ad un emendamento futuro. Le motivazioni alla base dell’introduzione di questa norma da parte dell’esecutivo sono due: in primis la necessità di colmare la lacuna legislativa provocata dalla sentenza della Corte Ue; in secondo luogo, la nuova norma viene presentata come un argine a difesa dei gruppi italiani che operano in questo settore.

Una sorta di estensione del Golden power stabilita pochi mesi fa proprio per evitare che le aziende straniere, approfittando della crisi causata dal Covid, potessero fare shopping liberamente e senza vincoli nel nostro Paese. Il rischio, infatti, sarebbe quello che in assenza di disposizioni “tutti possano comprare tutto”. E l’attenzione non si concentra esclusivamente su Vivendi e Mediaset, ma su gruppi e piattaforme – da Google a Amazon – in grado di muovere miliardi e di fare il brutto e il cattivo tempo su questo terreno.