Jean Michel Aulas (Photo credit should read JEAN-PHILIPPE KSIAZEK/AFP/Getty Images)
Jean Michel Aulas (Photo credit should read JEAN-PHILIPPE KSIAZEK/AFP/Getty Images)

Jean-Michel Aulas (presidente del Lione) ha chiesto una revisione della strategia legata alla commercializzazione dei diritti tv della Ligue 1, nel mezzo della controversia tra il calcio professionistico francese e il suo partner per le trasmissioni degli incontri: il gruppo sino-spagnolo Mediapro.

La società spagnola non è riuscita a pagare la seconda rata da 172 milioni di euro (sul totale di 814 milioni) a stagione per i diritti della Ligue 1 e della Ligue 2. Questo pagamento era previsto per l’inizio di ottobre, mentre il prossimo è in programma per il 5 dicembre.

La LFP ha fatto ricorso a un prestito bancario per coprire i pagamenti ai suoi club e ha deferito la questione al tribunale commerciale parigino. Mediapro, da parte sua, ha ribadito il suo impegno per il contratto quadriennale, dicendo di voler rinegoziare i termini per questa stagione a causa dell’impatto dell’emergenza Coronavirus.

Tuttavia, secondo Aulas, i problemi di Mediapro vanno ben oltre, e sarebbero radicati in un modello obsoleto per la distribuzione dei diritti di trasmissione. Parlando alla rivista Challenge, Aulas ha dichiarato: «La vendita di diritti esclusivi in ​​modo tradizionale non ha più senso di fronte alla possibilità di avere contenuti on demand per tutti».

«Se da un lato Mediapro non ha tutti gli abbonati che voleva, è perché l’offerta cumulativa di diritti tv, piuttosto che selettiva, non è più attraente. Si arriva a un prezzo totale troppo alto, quando possiamo adattare facilmente l’offerta alle esigenze dell’utente. Ciò aumenterebbe gli utenti potenziali», spiega.

Téléfoot, la nuova offerta pay da 25,90 euro al mese di Mediapro, che trasmette la maggior parte delle partite di Ligue 1 e Ligue 2 in diretta, nonché le partite della UEFA Champions League, è stata lanciata ad agosto. L’agenzia puntava a 3,5 milioni di abbonati, ma finora si è dovuta accontentare di 600.000 clienti.

Aulas ritiene che il prezzo mensile richiesto sia proibitivo e che sia la causa principale della pirateria in Francia: «La pirateria non ci sarà più se la risposta che portiamo è un cambiamento dell’offerta e un abbassamento del prezzo. Una persona che vuole piratare è quella che considera il prezzo eccessivo. Se la proposta è adatta, al giusto prezzo, non ci saranno problemi».

Aulas ritiene che la LFP dovrebbe collaborare con le varie società di media per creare un servizio direct-to-consumer (DTC) a basso costo per aumentare la portata della Ligue 1. «Ampliare la nostra base di abbonati con un’offerta più interessante ci consentirebbe di offrire ai consumatori un prezzo molto più basso personalizzando la domanda».