Milan ricorso Boban
Zvonomir Boban (Photo Insidefoto)

Causa Milan Boban – L’assemblea degli azionisti del Milan ha approvato il bilancio del club rossonero al 30 giugno 2020, caratterizzato dall’impatto negativo sui conti dell’emergenza Coronavirus e chiuso con una perdita netta di 194,6 milioni di euro.

Tra le informazioni interessanti che si evincono dal bilancio, anche una nella sezione “passività potenziali e altre informazioni”. In particolare, il riferimento è all’ex Chief Football Officer rossonero, Zvonimir Boban, al quale il Milan ha comunicato il recesso per giusta causa in data 6 marzo 2020.

Sul bilancio si legge che «il signor Boban, per il tramite dei propri legali, con missiva dell’11 marzo 2020, ha contestato le motivazioni poste dalla società alla base del recesso per giusta causa e, in sintesi, ha, da un lato, impugnato il recesso, anche in quanto pretesamente ritorsivo, e, dall’altro lato, rivendicato l’asserita natura subordinata dirigenziale a tempo determinato del rapporto di collaborazione ovvero, in subordine, la riqualificazione del rapporto ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’articolo 2 D.lgs. n. 81/2015, con richiesta di risarcimento di pretesi danni di natura patrimoniale e non patrimoniale».

A tal proposito, il Milan, «pur ritenendo infondate le motivazioni di varia natura che hanno portato all’interruzione per giusta causa del precorso rapporto con il signor Boban, ha, in via del tutto prudenziale stante l’alea insita nel giudizio, e stanziato in bilancio un fondo rischi».

Il club rossonero ritiene dunque fondate e motivate le ragioni che hanno portato ad interrompere il rapporto con l’ormai ex CFO e affronterà il contenzioso, senza però escludere la possibilità di una soluzione concordata che non costringa la società a portare avanti la questione nel tempo.

A proposito degli accantonamenti per rischi, la voce «ammonta a 9.858 migliaia di euro e si riferisce allo stanziamento degli oneri di ristrutturazione del personale, agli oneri futuri relativi al personale tecnico “esonerato” ma ancora alle dipendenze della società, nonché allo stanziamento di indennità di buona uscita relative a calciatori ceduti definitivamente nel corso della campagna trasferimenti estiva 2020/2021».