apertura stadi turchia
(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Serie A-Figc fiduciose: campionati si possono finire rispettando il protocollo – «Il campionato ce la può fare, ma se si arrivi o meno fino in fondo non lo so». Lo ha detto il il ministro Vincenzo Spadafora intervenuto a “L’ aria che tira” su La7, e ha aggiunto: «È una situazione particolare, di questo deve essere consapevole la Lega di A e pensare a un piano B e a un piano C».

Le incertezze su quella che sarà l’ effettiva diffusione del Coronavirus sono troppe e parlare al futuro diventa sempre più difficile. I vertici del calcio sono però fiduciosi di poter portare a termine il campionato, nonostante le positività di diversi giocatori, a patto che tutti rispettino il protocollo varato da Figc e Lega con l’approvazione del Cts e del Ministero della Salute.

Spadafora stesso è il primo a difendere il protocollo. Prendete il caso Juventus-Napoli: il ministro, che dopo la vittoria della Coppa Italia aveva confessato la sua passione calcistica per gli azzurri, sulla questione ha detto: «C’è stata la decisione di un giudice e la rispetto, sono anche stati fatti dei ricorsi, vedremo come finirà. Ma il protocollo è quello, è stato approvato e condiviso da tutte le squadre e quindi deve funzionare per tutte allo stesso modo. Dagli atti del Giudice sportivo, che comunque io non ho letto, mi sembra di capire che il Napoli avesse deciso ben prima di non partite, se fosse così…».

Il protocollo prima di tutto, dunque. Ed è un concetto che ribadisce anche a proposito della questione Ronaldo: «Io difendo la linea del protocollo, che però funziona soltanto se viene rispettato. Poi se qualcuno non lo fa allora è tutto vano. Cristiano Ronaldo? Certi campioni si sentono al di sopra di tutto. Lui ha violato il protocollo nazionale nel momento in cui è partito per il Portogallo, tanto che è stato aperto un fascicolo della Procura della Repubblica, a cui si aggiungerà quello della giustizia sportiva. Personaggi così dovrebbero lanciare messaggi che invitino al rispetto delle regole. Inviterei ogni presidente a guardare all’interno delle proprie società e a dare l’esempio».

Il ministro torna poi sullo sport praticato e su tema palestre: «Venerdì pubblicheremo un protocollo attuativo più rigido sulle palestre, che ridefinisce il distanziamento e rende obbligatoria la mascherine per determinate attività. Queste strutture non sono un focolaio di contagi, non c’è alcuna evidenza scientifica a sostenerlo. Le palestre poi si sono attrezzate investendo tanti soldi per rispettare le regole. So che Nas e carabinieri stanno portando avanti i controlli, che possono essere intensificati con il contributo dei sindaci. Io contro la linea dura del ministro Speranza? Volevo solo difendere il mio mondo, non mi andava giù l’idea che a pagare fosse soprattutto lo sport. C’è davvero più rischio in piscina che al ristorante in sei?».

1 COMMENTO