Jaume Roures Ceo di Mediapro e il dg di Mediapro France, Julien Bergeaud (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

Scontro Ligue 1-Mediapro – Mediapro, l’emittente che minaccia l’economia del calcio francese, ha sottolineato la sua disponibilità a onorare il contratto da 800 milioni con la Ligue 1, attraverso la voce del suo numero uno, Jaume Roures.

Questa mattina il leader del gruppo gruppo sino-spagnolo ha tenuto una conferenza stampa a Parigi nella quale ha detto: “Il contratto è stato fatto per durare, abbiamo questa volontà. L’unica cosa che abbiamo chiesto è di adattare le cose per questa stagione. Nessuno poteva prevedere gli effetti economici e sociali del Covid. Questo ci porta a vedere con la LFP come adattarsi a questa situazione, senza mettere in discussione l’impegno che abbiamo preso nell’aprile 2018”.

Verranno quindi ridiscussi i termini del contratto, sotto l’egida del tribunale di commercio di Nanterre con cui Mediapro ha avviato un procedimento di mediazione. “Abbiamo molta fiducia nel processo di conciliazione. Credo che abbiamo tutte le risorse per trovare soluzioni ragionevoli”, ha affermato Roures.

Resta da capire quale possa essere una “soluzione ragionevole”, tra speculazioni su trattative al ribasso e dilazioni di pagamento, oltre alla minaccia della LFP di risolvere il contratto per trovare una nuova emittente. Nel frattempo Mediapro ancora non ha pagato la scadenza di ottobre, stimata in 172 milioni di euro secondo il quotidiano L’Equipe, e Roures non ha parlato della rata di dicembre, visto che la conciliazione di fatto la sospende.

Per quanto riguarda i numeri di Canale Téléfoot, il cui obiettivo fissato al momento del lancio erano 3,5 milioni di abbonati: ad oggi gli iscritti sono solo 600.000. “È un progetto che manteniamo, ci crediamo. Sapevamo che non sarebbe stato redditizio dalla prima stagione”, spiega lo spagnolo.

Tutti gli occhi sono puntati su Joye Media, la holding spagnola proprietaria di Mediapro, e sul suo azionista di maggioranza cinese, il fondo Orient Hontai Capital. L’elevato indebitamento del gruppo Roures, 727 milioni di euro a fine 2019, ha sollevato dubbi sulla sua solvibilità, nel contesto dell’esplosione della bolla dei diritti televisivi. “Abbiamo importato capitali, stiamo cercando finanziamenti. Siamo abbastanza grandi da avere tutto questo tipo di forza alle spalle. I nostri azionisti, cinesi, inglesi, catalani sono lì per supportare Mediapro”, ha assicurato Roures. “Mediapro non sono quattro ragazzi in una stanza. Abbiamo un giro d’affari di quasi due miliardi”.

Un’altra via d’uscita potrebbe essere un accordo di distribuzione con Canal +, come trovato con altri operatori: “Vogliamo raggiungere un accordo anche con loro”, ha concluso Roures.

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