Marchisio partnership club Futsal
Claudio Marchisio, ex centrocampista della Juventus (Foto OneNine / Insidefoto)

In vista dell’uscita del suo libro “Il mio terzo tempo”, Claudio Marchisio ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Marchisio nel su libro parla di calcio, dicendo che si tratta del «simbolo del fallimento culturale della nostra società».

«I problemi del calcio sono gli stessi del mondo. In campo si ripercuotono tutti i mali della società. Il razzismo, le differenze di genere, le discriminazioni. È diventato una grande industria: è inevitabile che si perda la passione che si avvertiva nelle discussioni al bar», dice l’ex juventino.

Marchisio ha smesso con il calcio ma ha mantenuto intatta la sua popolarità. Forte dei 4,5 milioni di follower su Instagram: «Infatti li uso e credo nel valore che i social possono avere. Vengono usati come strumento di odio, ma sono utili anche per comunicare iniziative positive».

A tal proposito, l’ex centrocampista dice che «mi hanno molto colpito le parole nette contro il razzismo scritte dall’americano McKennie, nuovo acquisto della Juventus. È giovanissimo, appena arrivato, ma ha subito fatto sentire la sua voce. Ben vengano questi esempi».

Anche il tema dell’omosessualità è un tabù: «È vero. Nessun mio compagno mi ha mai detto di essere gay, ma non è vero che negli spogliatoi non se ne parli. C’è omertà, senza dubbio. Sia per la reazione dell’opinione pubblica sia all’interno dello spogliatoio. Sa quelle battute stupide sulla saponetta? Ecco, meglio evitare. Uscire dagli schemi è difficile. Per fortuna c’è il calcio femminile».

Sul coming out di molte calciatrici: «Sicuramente sono più emancipate, possono aiutarci a spezzare un tabù. Prima o poi ci sarà qualcuno con le spalle talmente larghe da contrastare l’inevitabile onda d’urto».

Marchisio torna anche su un tema che non smette di infuocare i tifosi, il numero di Scudetti: «Non si rivendicano gli scudetti tolti per l’albo d’oro, ma per reclamare una differenza di trattamento subìto rispetto alle altre squadre».

In chiusura, una battuta su un suo ipotetico impegno come sindaco: «Ho visto, mi ha fatto piacere e magari un giorno sarò disponibile, come parte integrante di una squadra. Ingresso in politica? Ci penso. Sarebbe bello mettere in pratica le mie idee. Molte cose ancora non le so, dovrei studiare. Ma certo mi piacerebbe».