Bolla stile NBA per la Serie A, Castellacci: «Condizioni diverse»

Enrico Castellacci – ex medico della Nazionale italiana – ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TMW Radio, analizzando a lungo la situazione che sta vivendo il calcio italiano, in piena…

Castellacci bolla Serie A

Enrico Castellacci – ex medico della Nazionale italiana – ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TMW Radio, analizzando a lungo la situazione che sta vivendo il calcio italiano, in piena emergenza Coronavirus, tornando a dire la sua sul protocollo adottato.

«Io fui molto critico, dissi che i protocolli vanno bene quando applicabili e quando non permettono interpretazioni diverse. L’azienda sanitaria di Napoli ha bloccato la squadra, perché costituzionalmente poteva», ha spiegato.

«Da una parte ha ragione la Juventus a seguire il protocollo – ha aggiunto –, così come il Napoli dall’altra a dire che ha fatto tutto la Asl. Paradosso: il protocollo è stato approvato dal Cts, che ha anche poi confermato l’autorità delle aziende sanitarie locali. Possibile che non ci sia uniformità di giudizio e procedimento? Un protocollo per essere intelligente deve essere elastico, plastico, che possa dare uniformità».

Sulla possibilità di arrivare in fondo alla stagione: «Tutto è difficile. Tre-quattro mesi fa ci chiedevamo se il campionato sarebbe stato concluso: la fortuna e le condizioni favorevoli aiutavano, mentre ora è tutto all’opposto. Il virus si sta intensificando, anche se la maggior parte dei pazienti sono asintomatici, e di questo va tenuto conto».

Secondo Castellacci, impossibile ipotizzare una bolla in stile NBA: «Non c’è in primis la mentalità, e neanche la pazienza da parte degli atleti. In Italia mancano anche le strutture adeguate, e ripeto: si potrebbe fare solamente in Serie A. Ma il campionato e le condizioni socio-politiche sono troppo diversi: atteniamoci a quello che possiamo fare, stare attenti e seguire con ratio senza estremizzazioni, né da una parte né dall’altro».

Sulle criticità per i club di Serie A: «Sono tantissime. Da presidente dei medici italiani ne sono a conoscenza, e distinguiamo subito la A da B e C. In Serie A ci sono più possibilità di gestire meglio, qualora i protocolli fossero chiari. Il medico sociale non deve far altro che far rispettare le regole che ci sono: positivo in quarantena, gli altri in ritiro ed isolamento fiduciario. Su Serie B e C sappiamo che esistono problematiche economico-logistiche».