Perché non arriva la Cassa integrazione: i ritardi di governo e Inps

Perché non arriva la Cassa integrazione? Tra passi falsi del governo e difficoltà dell’Inps a gestire una mole di lavoro senza precedenti (11 milioni di prestazioni in 5 mesi) sono ancora tantissimi…

Perché non arriva la Cassa integrazione

Perché non arriva la Cassa integrazione? Tra passi falsi del governo e difficoltà dell’Inps a gestire una mole di lavoro senza precedenti (11 milioni di prestazioni in 5 mesi) sono ancora tantissimi i lavoratori che attendono la Cassa integrazione per i mesi estivi e non solo.

I lavoratori in attesa di arretrati dalla cassa integrazione potrebbero essere circa mezzo milione. La conferma arriva dal presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, Guglielmo Loy, che, dati alla mano (vedi il grafico in pagina), spiega come le domande con causale Covid ancora da lavorare siano 226.792.

«Ma il numero di lavoratori è superiore perché ogni pratica può riguardare più teste. In tutto potrebbero sfiorare il mezzo milione», ha spiegato Loy al Corriere della Sera.

Sicuramente molti di più dei 30 mila di cui aveva parlato il presidente dello stesso Inps, Pasquale Tridico.

Perché non arriva la Cassa integrazione – Troppo lunghi i tempi di liquidazione

I dati dimostrano che spesso i tempi di liquidazione della prestazione sono ancora lunghi. Osservando il grafico in pagina si nota, in particolare, un’impennata delle giacenze a partire da giugno, che è stato più forte dell’aumento delle domande.

È successo, ha spiegato ancora Loy, che le pratiche si sono accumulate perché a un certo punto i fondi si stavano esaurendo, tanto è vero che il governo ha più volte finanziato la cig con i vari decreti legge.

Con il Decreto Agosto, attualmente in Parlamento per essere convertito in legge, sono inoltre stati introdotti i primi criteri selettivi, prevedendo un contributo del 18% della retribuzione per le aziende che mettono lavoratori in cassa integrazione pur non avendo subito cali di fatturato e del 9% se il calo è stato fino al 20% (nessun contributo è dovuto per cali superiori).

Paletti che era necessario introdurre. Ma che, osserva Loy, potrebbero allungare le pratiche.

Perché non arriva la Cassa integrazione – I dati dell’INPS

Intanto l’Inps ha pubblicato sul proprio sito web i dati aggiornati sulla cassa integrazione relativamente al mese di agosto.

«Ad agosto 2020 sono state autorizzate 293,7 milioni di ore. Il 98% delle ore di CIG ordinaria, in deroga e fondi di solidarietà sono state autorizzate con causale “Emergenza sanitaria Covid-19», fa sapere l’istituto di previdenza.

«Tenendo conto che l’effetto dei provvedimenti normativi adottati in materia di integrazione salariale durante l’emergenza Covid-19 ha cominciato ad avere un forte impatto in termini di ore autorizzate a partire da aprile 2020, il numero totale di ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate dal 1° aprile al 31 agosto 2020, per emergenza sanitaria, è pari a 2.819,1 milioni, di cui 1.384 milioni di CIG ordinaria, 887,1 milioni per l’ assegno ordinario dei fondi di solidarietà e 548 milioni di CIG in deroga», spiega ancora l’Inps.

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