Offerte fondi per diritti tv Serie A
Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

La delibera che ha dato il via alla creazione di una media company della Lega Serie A ha avvicinato ancora di più i fondi di private equity al massimo campionato italiano. Due le cordate in corsa per acquisire il 10% della società: da un lato CVC-Advent-Fsi e dall’altro Bain Capital-Nb Renaissance.

In attesa di capire quale sarà il partner prescelto, restano da sciogliere alcuni dubbi sul tema, tra i quali la compatibilità con la Legge Melandri degli assetti di governance proposti da CVC e Bain per la media company.

Il comma 7 dell’articolo 7 vieta infatti di acquisire partecipazioni nella società incaricata di commercializzare i diritti tv «agli operatori della comunicazione e agli intermediari indipendenti, nonché ai soggetti che operano in qualità di advisor dell’organizzatore della competizione».

I penetranti poteri di governance richiesti dai fondi – spiega MF-Milano Finanza – potrebbero di fatto portarli ad assumere la duplice veste di azionisti della media company e di consulenti nella gestione dei diritti, cosa che appunto non sarebbe in linea con la normativa vigente.

Di conseguenza, Gop – advisor nell’operazione – invita a intavolare un’apposita trattativa sulla governance e, in particolare, per attribuire alla Lega la designazione della maggioranza dei membri del cda della newco, per stabilire un percorso condiviso per l’individuazione del CEO e per delimitare i poteri di veto attribuiti ai private equity «su materie riservate» ad assemblea e cda della Serie A.

Dal punto di vista legale, la conclusione dell’affare si preannuncia dunque complessa, almeno nell’attuale assetto normativo. Ecco perché, secondo indiscrezioni, al governo sarebbero giunte diverse richieste di modificare la disciplina dei diritti tv, in particolare riguardo alla loro titolarità, per agevolare l’ingresso dei private equity nel calcio.