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E’ guerra aperta tra la Lega Pro e l’Associazione Italiana Calciatori, in seguito alla decisione della Lega presieduta da Francesco Ghirelli di imporre il limite massimo di 22 giocatori in rosa e sulle norme legate al minutaggio dei giovani calciatori.

Il Regolamento imposto dalla Lega Pro prevede:

  • 1bis.1 Le società, indipendentemente dal numero dei calciatori rispettivamente tesserati, nelle gare ufficiali di Campionato dovranno utilizzare quelli presenti nella “lista calciatori professionisti”, nella quale potranno essere inseriti sino ad un massimo complessivo di n. 22 calciatori il cui status sia quello di calciatore professionista
  • 1bis.2 Le società potranno indicare un solo calciatore professionista (cd “giovane professionista”) nato successivamente al 1 gennaio 2001, da poter utilizzare nelle gare ufficiali di Campionato, senza che lo stesso venga inserito tra i 22 calciatori di cui al punto 1 bis

Il numero uno della Lega Pro ha così spiegato la decisione: “Abbiamo predisposto uno studio scientifico sul passato campionato. E ci siamo accorti che, su una media di 25 giocatori tesserati per squadra, in realtà scendono in campo 21,75 calciatori. Il resto della rosa gioca mezz’ora o un’ora complessiva in tutto il campionato. Oltre i 22 giocatori, insomma, non gioca quasi nessuno”.

“Analizziamo nel dettaglio la norma – continua Ghirelli -: ogni rosa è composta da 22 giocatori ma, in realtà, si può cambiare un portiere e siamo a 23. Poi si può cambiare in corso d’opera anche un infortunato: e siamo a 24. Si può fare un contratto a un 2001 e si arriva a 25. Sostanzialmente non abbiamo tagliato niente, considerando poi che ogni squadra potrà tesserare, a campionato in corso, tutti i propri giovani del vivaio che vorrà, in modo che nessuno potrà portarglieli via in corso d’opera”.

Non si è fatta attendere la risposta dell’AIC, la cui posizione è stata chiaramente esposta dal vicepresidente Umberto Calcagno, il quale ha tuonato: “Se non verrà eliminato il vincolo delle liste, i giocatori non scenderanno in campo. Nei primi giorni della prossima settimana la dichiarazione di stato di agitazione sfocerà nello sciopero per la prima giornata. Ci aspettiamo che non si arrivi a tanto. Non abbiamo alcun tipo di interlocuzione. C’è stato poco rispetto per l’intera categoria, ancor più dopo il mancato riscontro alle nostre istanze. Oggi abbiamo un’unica certezza: se la situazione non cambia, la prima giornata salterà”.

“Le liste on hanno senso di esistere. La Lega afferma che siano l’unica maniera per risparmiare: non capisco perché i presidenti debbano autolimitarsi. Nessuno gli ha mai imposto di tesserare più di 22 calciatori. Il minutaggio dei giovani? Non abbiamo bisogno di spiegare tutti gli effetti distorsivi di tali norme ai calciatori perché li hanno ben percepiti. E li hanno compresi ancor più i giovani perché vedono che fine fanno gli amici cresciuti negli stessi settori giovanili di uno o due anni più grandi. Oggi la Lega Pro è una fabbrica di illusioni, non più di sogni”.

Dalle minacce si è passati ai fatti con l’AIC che ha indetto lo sciopero per la prima giornata di campionato. Questo il comunicato dell’Assocalciatori: “L’Associazione Italiana Calciatori, preso atto dell’impossibilità di raggiungere un’intesa con la Lega Pro sul regolamento del minutaggio dei giovani e l’abolizione delle liste dei giocatori utilizzabili nel Campionato di Serie C, conferma che i calciatori non scenderanno in campo nella prima giornata di campionato fissata per sabato 26 e domenica 27 settembre prossimi. L’azione di protesta nasce dall’inspiegabile passo indietro della Lega Pro, rispetto al regolamento in vigore nella precedente stagione sportiva, relativo alla reintroduzione di limitazioni, sostanzialmente obbligatorie, dell’utilizzo di un numero massimo di calciatori professionisti”.